Le Finanze, Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #2: Five euro bill!

Vi sembra di essere già strettissimi con il vostro budget e non vi vengono in mente modi per risparmiare più di quanto non facciate già?

Ecco un trucchetto che vi consentirà di risparmiare delle belle sommette, soprattutto se siete abituati ad utilizzare il contante. Io l’ho appreso da The Financial Diet e Broke Millenial, le mie attuali guru su YouTube in fatto di risparmio, e lo applico costantemente con grandissimi vantaggi per le mie finanze!

Ogni volta che ricevete una banconota intera da 5€ come resto, mettetela via!

Consideratela una specie di “tassa” (5€ bill, appunto!).

Appena arrivate a casa, prelevate quella 5€ che avete ricevuto di resto e mettetela nel barattolino dei risparmi o in una busta separata dal resto. Vedrete che pian pianino racimolerete un bel gruzzoletto, anche se siete già attentissimi e risparmiate il più possibile.

Io personalmente uso “i proventi” della 5€Bill per fronteggiare la famigerata “ultima settimana del mese“. Nello specifico, io tendo ad utilizzare prevalentemente il bancomat, anche per pagamenti di piccolo importo. Da quando applico questo “trucchetto”, prelevo ad inizio mese circa metà del mio budget mensile (dopo i vari accantonamenti, a breve vi dirò meglio del mio sistema, più digitale che fisico) utilizzando il contante per le spese correnti, e accantonando le vaire 5 euro volta per votla! Anzi: faccio in modo di ricevere almeno 5€ di resto, giocando con gli spiccioli o lasciando sugli scaffali roba non strettamente necessaria! 😉

Non vi nascondo che in questo periodo il mio budget è molto ristretto per cui il cuscinetto che si crea di anche solo 20/25 € al mese fanno molto comodo in attesa del successivo accredito di stipendio!

Ma non solo. Potete anche destinare questa tassa ad un progetto più grande come una vacanza oppure l’acquisto di qualcosa che desideravate da tanto o semplicemente per risparmiare qualcosina in più.

Provatela da oggi e ditemi quanto avete accumulato a fine mese! 😉

 

 

La Casa, le pulizie

I mille e piu’ usi del percarbonato di sodio

Oggi con voi voglio condividere una bella, almeno per me, scoperta: il PERCARBONATO DI SODIO.

Da quando ho scoperto la versatilità di questo prodotto ne sono talmente entusiasta che non solo non ne posso fare a meno ma, non vedo l’ora di condividere  i suoi mille utilizzi. Prima però,  voglio darvi qualche piccola informazione di carattere tecnico in modo da usarlo nel modo più consapevole possibile.

Parto subito con il chiarire che, il percarbonato non esiste in natura, ma è prodotto in laboratorio e a differenza di altri ” igenizzanti / sbiancanti” NON è impattante per l’ambiente; è una sostanza ossidante, cioè libera ossigeno, esattamente come l’acqua ossigenata con cui condivide le stesse proprietà ma, non si attiva nello stesso modo in quanto si presenta in polvere.  Per attivarsi, cioè per liberare ossigeno ed essere efficace, ha bisogno di una temperatura di almeno 40° se contiene TAED ( Tetra acetyl Ethylene ossia l’attivatore del percarborato), altrimenti ci vogliono temperature più alte,almeno, 50°.

Tranquilli,  non avete bisogno di una laurea in chimica per capire a quanti gradi usarlo…. è sufficiente leggere sulla confezione la temperatura giusta. Dopo questa piccola panoramica “tecnica” passiamo a vedere per cosa lo possiamo utilizzare.

Le sue proprietà igenizzanti, sbiancanti e sgrassanti  lo rendono un ottimo alleato per il bucato e le stoviglie sia a  mano che in lavastoviglie, ma anche per la pulizia periodica di questi due elettrodomestici.

Utilizzo in lavatrice

In lavatrice lo consiglio vivamente  come unico e solo additivo da aggiungere al normale detersivo perchè sbianca, igenizza e sgrassa in maniera sublime a basse temperature. Grazie al percarbonato i vostri bianchi potete lavarli a 60° gradi e non solo avrete un bucato impeccabile ma avrete anche dato una mano all’ ambiente evitando il dannoso, anche per le guarnizioni della lavatrice, lavaggio a 90° . Io lo utilizzo tranquillamente  per i colorati chiari ( lenzuola, asciugamani ecc…) sia se faccio il lavaggio a 40° che a 60°, per i tovagliati della cucina è una mano santa. Per i capi scuri invece lo utilizzo con molta parsimonia in quanto tende a farli  leggermente scolorire,  ma valuto volta per volta…. ad esempio se mio figlio si è rotolato sul prato e non aveva l’abito da cerimonia ovviamente ne aggiungo un pò al lavaggio.

Mi raccomando MAI usare sui delicati ( lana, seta…)

Vi faccio una piccola confidenza… il percarbonato è uno dei componenti di molti detersivi  anche del famosissimo igenizzante in polvere  “N….” ma nel celeberrimo igenizzante ne trovate una piccola percentuale, il resto sono sostanze non propriamente salutari nè per l’ambiente, nè per la nostra pelle e nè per il nostro portafogli visto il costo del prodotto!

Oltre ad utilizzarlo come additivo possiamo usarlo come “cura lavatrice” con 30gr di percarbonato ed un ciclo a 60° da 1h a vuoto abbiamo pulito, igenizzato e tolto quei residui che putrefacendosi fanno puzzare la lavatrice.

A breve scriverò un post sulla cura e mantenimento di lavatrice e lavastoviglie così darò risposta a tutte le vostre domande… stay tuned.

Utilizzo per lavare i piatti

In lavastoviglie non c’è molto da fare è sufficiente mettere la quantità consigliata nell’apposita vaschetta e seguire le indicazioni del produttore  ed avviare il lavaggio.

A mano invece qualche piccolo suggerimento di utilizzo devo darlo.

Innanzitutto MAI usarlo a mani nude, usare sempre i guanti .

Mettere nella vasca dove lavate i piatti un cucchiaio di prodotto,  NON aggiungete altro ma, sopratutto affinchè il prodotto si attivi e sia efficace è necessaria acqua moooolto calda, io la faccio sul gas e sono sicura che il prodotto si attiva nel migliore dei modi.

Non fa schiuma ma sgrassa, vetro, ceramica, acciaio, plastica….. e SILICONE meravigliosamente. 

Ebbene si, se volete gli stampi o pentole in silicone perfettamente sgrassati, senza odori e che non rilascino più quella odiosa patina grassa DOVETE usare il percarbonato con acqua molto calda e null’altro, sciacquare bene e finalmente il problema silicone in cucina è risolto.

E’ ottimo anche per lavare bottiglie o contenitori in vetro di olio, senza molta fatica e con un pò di acqua caldissima il contenitore dell’olio sarà bello che sgrassato.

Potete usarlo tranquillamente anche sull’acciaio MA non lucida, pulisce solo.

Dove trovarlo

Il percarbonato puro si trova nei negozi specializzati ad esempio Naturasì o negozi a marchio specifico come “Officina naturae” oppure sui siti internet specializzati e non, anche su amazon lo trovate tranquillamente.

Personalmente uso il percarbonato  PURO  dacchè lo uso sia in cucina che per il bucato. Attualmente sto usando quello della Greenatural ( a dx) ma preferisco quello di Officine naturae e di solito compro da amzon o macrolibarsi.

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(Immagini prese dal web)

Tuttavia non disperate anche i supermercati hanno qualcosa di valido, ad esempio Eurospin per il bucato propone un buon additivo a base di percarbonato  a prezzo molto contenuto.

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Oppure, in qualsiasi supermercato potete trovare il carbonato di sodio ( soda solvay), a cui manca la molecola di acqua ossigenata che lo rende percarbonato, a prezzi contenutissimi e con una buona prestazione. Personalmente, il percarbonato per il bucato lo preferisco di gran lunga al carbonato ( soda solvay).

 

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Qualche precisazione utile

Con il percarbonato non è possibile, a differenza dell’acido citrico o bicarbonato, creare degli spruzzini con il prodotto diluito, il motivo è semplice. Il nostro percarbonato per attivarsi ha bisogno di acqua calda.

Per quanto riguarda l’acqua ossigenata, o come lo chiamano i chimici il perossido d’idrogeno, mi corre l’obbligo di dare qualche informazione. L’acqua ossigenata, proprio quella che si usa per le ferite, è il prodotto più versatile ed ecologico che abbiamo a disposizione, sia come sbiancante che come igenizzante ma, queste sue proprietà si manifestano solo se usiamo quella a 130 volumi debitamente diluita e maneggiata con molta attenzione in quanto in queste concentrazioni è moooooooolto irritante e pericolosa. Tuttavia se qualcuno  di voi volesse cimentarsi nella creazione di  “pozioni” a base di questa sostanza può consultare il sito Mamma Chimica dove si trovano delle fantastiche ricette eco-logiche e tutti i suggerimenti per sfruttare al meglio le ” combinazioni” giuste che la natura ci offre.

ATTENZIONE a non  confondere il percarbonato di sodio con il perborato di sodio, quest’ultimo è stato tolto dal mercato a seguito di molti studi che hanno dimostrato la PERICOLOSITA’ dei derivati del boro, come appunto il PERBORATO di sodio.

Mi auguro di aver dato delle utili ed esaustive informazioni su questo prodotto dai mille usi e qualche strumento in più per una scelta consapevole dei nostri alleati nelle pulizie quotidiane.

E voi quale alleato avete per il bucato e le stoviglie? Aspetto le vostre esperienze e suggerimenti.

A presto!

 

i documenti, L'Agenda, Organizzazione in Pillole

Organizzazione in Pillole #4: color coding

Io non uso moltissimo il color coding, ma lo uso prevalentemente in due modi che vi consiglio caldamente:

Sul mio calendario da scrivania, per sapere con un colpo d’occhio se in un dato giorno è previsto qualcosa (es. compleanni, scadenze pagamenti, appuntamenti con clienti, appuntamenti medici…). I dettagli naturalmente finiscono nell’agenda giornaliera, ma come colpo d’occhio è un ottimo riepilogo/promemoria:

 

 

E sul bordi pagina del mio Bullet Journal, per poter avere una “scorciatoia visiva” del contenuto di alcune pagine che potrebbero essermi utili in futuro (come liste, citazioni, idee per progetti, ecc.)

 

 

In pratica, ho creato una legenda all’inizio del BuJo, assegnando ad ogni colore una categoria (come vedete non le ho ancora usate tutte). Poi nelle pagine in cui ci sono informazioni che mi serviranno in futuro, inserisco il bollino nella medesima posizione corrispondente al colore nella prima pagina.
In questa maniera tutti i bollini dello stesso colore/categoria sono allineati facilitandone l’individuazione mentre si scorrono le pagine. Non solo: è possibile che una pagina contenga informazioni che ricadono in più categorie: in questo caso ogni bollino non andrà a sovrapporsi agli altri.

* * *

I bollini colorati che vedete in foto io li trovo facilmente nel negozio di cineserie sotto casa, 6 fogli di bollini in 9 colori a meno di un euro! Ce ne sono di vari tipi e misure, io preferisco questi piccolini, in modo che sul mio calendario, eventualmente, posa metterne più di uno in ogni casella senza difficoltà. Bonus: ci gioca pure mia figlia che adora gli stickers!

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E voi? come aiutate il vostro cervello a reperire le informazioni importanti? Fatecelo sapere nei commenti!

Organizzazione in Pillole

Organizzazione in pillole #4: Fatto è meglio che Perfetto

Fatto è meglio che perfetto!

Ecco uno dei mantra che tengo stampati sul monitor del mio PC come promemoria per la vita.

Tendo ad essere una perfezionista, non mi accontento del “Good is Good Enough” e questa tendenza ha due principali effetti: uno positivo ed uno negativo:

Quello positivo è che anche una cosa “arrangiata” secondo i miei canoni tendenti al perfezionismo, risulta essere di qualità superiore alla media.

Quello negativo è che questa tendenza al “perfetto” blocca l’azione, perché mi ritrovo con progetti non portati a termine perché al momento non hogli strumenti, il tempo, le risorse necessarie per ottenere il risultato “perfetto” che vorrei.

Se anche voi siete affetti da perfezionismo, ricordate sempre a voi stessi che rincorrere la perfezione il più delle volte genera uno stato di immobilità o di non-azione. Immobilità perché non consente il miglioramento (se sei già perfetto… che vuoi migliorare ancora!!!); non-azione perché, come detto sopra, spesso si è portati a non completare i propri progetti perché il risultato che otterremmo sarebbe “imperfetto”, non all’altezza delle nostre alte aspettative e quindi non gradito. Ma, tenete sempre a mente l’effetto positivo del vostro perfezionismo: il vostro risultato sarà comunque superiore alla media, sono i vostri standard che sono molto alti!

Lungi da me esortarvi a fare le cose in maniera raffazzonata e negligente, al solo scopo di mettere una spunta sulla lista delle cose da fare. Non è questo il punto. Il punto è non inseguire la perfezione se questa vi porta ad uno stato di non azione.

In questo senso Fatto (bene) è meglio che Perfetto; fatto bene va abbastanza bene (Good is Good Enough). Se si avrà tempo successivamente si limerà il risultato ottenuto, ma intanto almeno si è fatto un passo in avanti.

Fuor di metafora. Vorreste fare più sport: la perfezione è in palestra tre volte a settimana tutte le 52 settimane dell’anno, con la vostra istruttrice preferita.
Bene abbastanza è camminare anche solo 20 min al giorno la maggior parte dei giorni della settimana. E’ molto meglio di non fare nulla perché la palestra più vicina non ha orari compatibili con i vostri!

Oppure, avete chiesto a vostro marito di caricare la lavastoviglie, ma non è stato preciso quanto lo sareste state voi nel disporre i piatti, o riporre quelli puliti. Good is good enough! L’ha fatto e va bene anche se l’esecuzione non è perfetta. Accettate il fatto che nel delegare qualcosa gli altri la facciano diversamente da come la fate voi!

Volete dedicare maggiore tempo alla cura del corpo o della pelle. La perfezione sarebbe l’estetista ogni due settimane o la SPA, il buono abbastanza è mettere la crema idratante almeno una volta al giorno la maggior parte dei giorni della settimana.

Vorreste passare più tempo con le vostre amiche ma il lavoro, la casa, la famiglia vi attanagliano. Prevedete un giorno fisso del mese in cui vedervi/telefonarvi, segnatelo sul calendario, prendete insieme un tea a distanza. Molto meglio di niente. Molto meglio dell’uscita perfetta ma non fatta per inconciliabilità degli impegni.

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il guardaroba

Organizzare il guardaroba: I trucchi dei Personal Organizer!

Ora che avete iniziato a liberarvi di qualche indumento che non utilizzate più; ora che avete compreso le cause che vi hanno portato ad accumulare così tanta roba e sapete come prevenirle per il futuro; sono certa che state iniziando a vedere, sia pur tra gli spiragli, la parete opposta dell’armadio, e siete pronti per cominciare a mettere in ordine quello che avete, anche se magari l’opera di decluttering non è ancora finita.

Tenete sempre a mente che è inutile organizzare roba inutilizzata, e ancor più è uno spreco di denaro e risorse comprare nuovi/e scatole, ripiani, armadi per “sistemare” roba che non usate. Quindi, iniziate pure a mettere in ordine le cose, ma continuate a guardare con occhio attento quello che c’è nell’armadio e nella vostra casa, facendo attenzione a quello che occupa a buon titolo lo spazio della vostra casa (perché lo utilizzate), eliminando pian piano tutto il resto.

Iniziamo quindi a mettere le mani in pasta ed a “ordinare”. Condividerò oggi con voi alcuni trucchetti da personal organizer per organizzare l’armadio, che vi faranno immediatamente respirare un’aria nuova nel vostro guardaroba, scegliere più velocemente gli indumenti da indossare ogni mattina e, con il tempo, individuare con un colpo d’occhio quelli che non utilizzate.

Pronte? cominciamo allora da…

A – Le grucce. Innanzi tutto li-be-ra-te-vi immediatamente di tutte le grucce della lavanderia, quelle di filo di ferro. Adesso! Sono tristi ma soprattutto sono poco funzionali, bucano i cardigan, rovinano i maglioni ed è molto facile che si impiglino nelle maglie.
L’ideale sarebbe utilizzare tutte grucce dello stesso tipo e/o colore o quanto meno destinare un tipo/colore di gruccia ad ogni membro della famiglia o sezione dell’armadio (vedi la foto-gallery sotto per un esempio). E’ un piccolo accorgimento ma che contribuirà a darvi un immediato senso di ordine nell’armadio ed in più la voglia di preservarlo il più a lungo possibile. Provare per credere!
Vietato appendere più di un indumento su ogni gruccia. Farlo crea disordine, sgualcisce gli abiti e 9 volte su 10 vi intralcia l’operazione di prelievo del capo che desiderate.

In tema di grucce, un trucchetto che vi aiuta ad individuare gli abiti che non utilizzate è quello di appendere tutte le grucce con il gancio rivolto al contrario (verso la parete dell’armadio), per poi girare il gancio verso di voi, e cioè nella posizione più comoda, quando riponete lo stesso vestito a posto dopo averlo lavato/stirato (vedi la foto-gallery sotto). Al prossimo cambio di stagione vi renderete facilmente conto che gli abiti che sono rimasti appesi con la gruccia al contrario sono quelli che non avete utilizzato mai e che potreste dare via.

B – Gli abiti da appendere:

  1. Appendete il maggior numero di abiti che il vostro armadio vi consente (sia per dimensione, sia per resistenza dell’asta: preferite sempre aste di ferro a quelle di plastica, se il vostro armadio ha in dotazione aste appendiabiti di plastica, come il mio, vi suggerisco di cambiarla il prima possibile). Appendere gli abiti è la soluzione che più di altre contribuisce a mantenere l’ordine (e la visibilità), a patto che l’armadio non sia eccessivamente pieno (e sapete già cosa fare per svuotarlo un po’).
    Si sottraggono a questa regola gli indumenti che potrebbero essere danneggiati dall’essere appesi, come ad esempio i maglioni di lana, oppure quelli che non si sgualciscono facilmente (come i jeans).
  2. Gli abiti appesi non devono essere ammassati, deve poterci essere spazio per muovere le grucce, vedere i vestiti, prendere e riporre gli abiti senza far cadere o sgualcire gli altri già appesi. Se vi sembra impossibile, vuol dire che nel vostro armadio c’è troppa roba, e dovete ancora svolgere gli esercizi precedenti!
  3. Cercate di appendere gli abiti tutti dallo stesso verso, scegliete voi se verso destra o verso sinistra a seconda del punto da cui osservate il guardaroba, il concetto è che dovete poter vedere il davanti di tutti i vestiti semplicemente “sfogliando” le grucce, come se fossero in mostra in un negozio.
  4. Disponete gli abiti per tipo e per colore. Decidete voi liberamente l’ordine di disposizione in base al criterio che per voi abbia più senso, l’importante è che tutte le giacche siano insieme, tutti i cardigan siano insieme, tutte le gonne, le camicie, e così via… All’interno dello stesso tipo di indumento, suddividete anche per colore. Non occorre seguire l’ordine cromatico dell’arcobaleno, l’importante è che tutte le camicie bianche siano vicine, tutte le giacche nere vicine, e così via… (questo vi aiuterà anche a capire se avete comprato troppe camicie hawaiane rispetto alle occasioni di reale utilizzo!). Per un tocco in più potete anche aggiungere delle etichette o delle “bandierine” per dividere le sezioni.

Un altro trucchetto per individuare gli abiti che non indossate (in aggiunta o in alternativa a quello delle grucce al contrario) è quello di riporre gli abiti lavati sempre all’estrema destra (o sinistra, decidete voi) nella loro categoria di appartenenza. Così facendo, al prossimo cambio di stagione, saprete che quelli che non si sono mossi dalla loro posizione originaria, sono quelli che utilizzate meno (o per nulla, se addirittura hanno anche la gruccia al contrario!).

 

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C – Gli abiti piegati:

Qui potremmo aprire un nuovo capitolo, per cui magari ci torneremo in futuro con ulteriori consigli.
Piegare gli indumenti è la soluzione che meglio si presta ad armadi ristretti, in quanto consente di massimizzare lo spazio a disposizione. Ognuno ha le sue preferenze e esigenze, i consigli di massima che posso darvi ora sono i seguenti:

  1. Stabilite uno spazio limite. Adibite una/due/tre mensole (secondo esigenze e preferenze) ad una tipologia di indumento e non superate quel limite: se avete già raggiunto il vostro limite “di spazio fisico” e comprate un nuovo capo, sbarazzatevi di uno vecchio/usurato o che non usate più appartenente a quella stessa categoria (regola one in-one out). Come per gli abiti appesi, raggruppare in un unico posto la stessa tipologia di indumenti consente di capire a colpo d’occhio quanto di quella tipologia abbiamo già accumulato, limitando il rischio di acquisti eccessivi/compulsivi.
  2. Piegate con cura gli indumenti in modo da evitare che si aggrenziscano e siate costretti a stirarli prima di indossarli (o peggio vostro marito li lasci lì alla rinfusa aumentando il disordine). A tal proposito posso dirvi che, in base alla mia esperienza, il metodo Konmari per piegare gli indumenti non è l’ideale sotto questo aspetto. Forse va bene solo per i jeans. Inoltre se non siete gli unici ad occuparvi del bucato (es. avete una signora o altro membro della famiglia che vi aiuta oppure portate i panni in stireria) occorre ogni volta spiegare/ricordare loro il metodo, con il rischio di perdere tempo e pazienza ove non correttamente applicato (in generale ritengo che tutto il metodo Konmari non tiene conto delle dinamiche di coabitazione e condivisione degli spazi, ma questo è un altro capitolo!)
  3. Evitate di creare due file di panni sui ripiani profondi se ciò compromette la visibilità e l’accesso a quello che si trova dietro. La regola d’oro di qualsiasi progetto organizzativo è la visibilità. Tutto quello che non è visibile/accessibile è come se non esistesse e, state certi che non verrà trovato quando se ne ha bisogno.  Scegliete invece di disporre i panni in file affiancate o comunque ben visibili ed accessibili anche se poste una davanti all’altra. Ricordate: non è un male che ci sia spazio vuoto su un ripiano!
  4. Limitate l’altezza dei ripiani: nella mia esperienza posso dire che ripiani troppo distanziati tra loro in altezza facilitano la creazione di nuovo disordine: pile di panni troppo alte che si accasciano su se stesse, roba “appoggiata” invece di essere ripiegata o appesa, ecc… ecc… I ripiani troppo alti o troppo profondi hanno lo stesso effetto del filo lungo per la sarta: s t r e s s!
  5. Lasciate dello spazio libero: non occupate tutti gli anfratti e tutti gli angoli, lasciate spazio sia per gli indumenti in lavatrice/da stirare (si, quelli ce li dimentichiamo sempre!!!) sia per il nuovo (purché non superfluo! 😉 ) ma soprattutto per agevolarvi nel prendere e riporre i panni nelle vostre operazioni quotidiane. Fate respirare quei poveri vestiti, vi garantisco che anche voi non sentirete più quel senso di oppressione e claustrofobia aprendo l’armadio.

Naturalmente non abbiamo certamente finito qui. C’è ancora tanto da sistemare, accessori, scarpe, cappotti… Ma oggi (anzi, questa settimana, ché l’armadio non è cosa che si sistema in poche ore!) abbiamo già fatto un buon lavoro.

Datevi una pacca sulla spalla, portate al centro donazione la roba che non usate più e noi ci diamo appuntamento alla prossima puntata per altri consigli per il vostro guardaroba.

Anzi, prima di chiudere, ancora un paio di consigli: 1) non aspettate il prossimo cambio di stagione per riordinare l’armadio (o una porzione di esso). Questo è un errore che io stessa ho commesso molte volte: rimandare il riordino al prossimo cambio. Questo provoca due tragici effetti: il disordine aumenta (perché mi adagio sul pensiero che “a breve” toglierò di mezzo la roba non più di stagione e sistemerò l’altra) rende più complicato il cambio di stagione stesso, richiedendovi il doppio del tempo. Senza contare che spesso il cambio di temperatura è repentino e ci costringe a fare le cose di fretta. 2) Fate piccoli passi alla volta. Riordinare e liberarsi del superfluo è un processo che richiede tempo. Ordinate una sezione alla volta e partite da quella che vi darebbe un beneficio più immediato (es. roba che usate al lavoro, oppure l’armadio del vostro partner o dei figli, sempre fonte di stress quando si deve riporre la roba stirata!!!).

Ultimo ma non meno importante: fate una foto del prima e del dopo. Vi aiuterà a sentirmi motivati e magari… potete condividerla anche con noi nei commenti! 🙂

Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #1

Risparmiare è un concetto molto vasto e per me non è sinonimo di ” tirchieria” ma, al contrario di rispetto.

Rispetto per il mio lavoro, il mio tempo ma soprattutto per l’ambiente in cui vivo e che voglio lasciare a mio figlio.

“Ognuno di noi puo’ essere la goccia nel mare che fa la differenza”

Per questa ragione uso sempre delle piccole accortezze “risparmiose” che condividerò con voi in questo ed altri post.

Iniziamo con alcuni piccoli suggeriementi che riguardano il make-up e l’igiene personale.

Ad esempio: una discriminante nello scegliere tra due o più prodotti che preferite può essere il tipo di flacone in cui questo è venduto, dato che alcuni si prestano di più ad accortezze “risparmiose” ed altri, invece, senza le dovute accortezze, vi portano ad un maggiore spreco.

Mi spiego meglio. Il tubetto in  plastica, a differenza di quelli con lo stantuffo, si presta meglio a non sprecare perchè una volta “finito” il prodotto possiamo, con delle forbici, tagliare il tubetto e raccogliere dalle pareti tutto il prodotto sino all’ultima goccia, avendone ancora la quantità sufficiente per qualche giorno! Questa accortezza possiamo metterla in pratica per dentifricio, fondotinta, creme  e prodotti “da spremere” di ogni genere.

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Mi rendo conto però che, la maggior parte delle aziende di cosmesi usa il vetro per “confezionare” i propri prodotti o che proprio la crema giusta per te è  solo nel flacone di vetro. Come si fa a non sprecare ? No problem. Se possibile, scegliere il prodotto preferito nel vasetto di vetro senza stantuffo, perchè è quello che si presta meglio a raccogliere tutto il contenuto.

Ma se questa scelta non è possibile e bisogna  necessariamente acquistare il flacone con lo stantuffo, si può  “raccogliere” la crema o fondotinta  con uno stecco da gelato, sicuramente il risultato sarà meno soddisfacente, in termini di spreco, ma  in ogni caso sempre meglio che buttare via il fondino, specie se si tratta di prodotti costosetti.fondotinta erogatore

Un’altra accortezza è quella di usare il pennello da fondotinta invece che la spugnetta, si usa meno prodotto con la massima resa. Ricordatevi in ogni caso di lavare frequentemente qualsiasi strumento utilizziate per stendere il fondotinta.

E voi quali tecniche “risparmiose” usate? Fatecelo sapere nei commenti