La Casa, Organizzazione in Pillole

Auto-produciamo…. detersivi

Oggi MaGa’ vi insegna a pulire bagno e piatti in modo super ecologico ed economico!

* * *

Per chi ha fretta o vuole andare dritto al punto: le ricette dei detersivi da auotprodurre le trovate in basso, in chiusura del post. Per tutti gli altri, prima vorrei darvi un po’ di background e qualche informazione in più sul perché ho deciso di autoprodurre i detersivi.

Una amica un giorno mi ha chiesto come mai “perdessi” tempo a fare  i detersivi in casa invece che comprarli.

Suppongo che la stessa domanda venga spontanea a chiunque non abbia questa “passione”.

Innanzitutto, come ho già detto nel precedente post, ho qualche tendenza ecologista nel senso che, nel mio piccolo, cerco di avere dei comportamenti il meno possibile impattanti per l’ambiente, e autoprodurre i detersivi mi consente di risparmiare soldini, produrre meno rifiuti, riutilizzare i contenitori vuoti e non usare i guanti di gomma che sicuramente non sono riciclabili.

Bonus: creare “miscugli” mi diverte da matti.

Non è una perdita di tempo perchè il tempo “speso” in auto produzione ritorna in termini di salubrità del pianeta. Se uso il detersivo per i piatti fatto in casa sicuramente  inquinerò meno rispetto a quando uso quello già pronto.

Ma, capiamo  insieme cosa possiamo “ri-produrre” nella versione ecologica.

In linea di principio qualsiasi detergente e prodotto per l’igiene casa/ persona che si trova in commercio è riproducibile.

Personalmente, però, non “ri-faccio” tutto in quanto non sono un chimico, a tal proposito è giusto essere chiare, anche i prodotti naturali non possono essere miscelati tra di loro a casaccio, esattamente come le sostanze chimiche.

Per questa ragione nei miei “intrugli” uso elementi  che tra  loro si sposano bene e non creano reazioni indesiderate ( questo l’ ho imparato  partecipando a corsi di auto produzione tenuti da persone esperte e seguendo canali youtube o blog ad hoc. Ad esempio uno dei miei blog preferiti sull’argomento è quello di Lucia Cuffaro : http://www.autoproduciamo.it).

La dotazione di partenza non è nè costosa  nè difficile da reperire, al contrario quasi tutto il necessario lo troviamo in dispensa o in bagno! Il mio kit di base è composto da:

  • sapone di marsiglia,
  • acido citrico,
  • sale,
  • limone,
  • aceto
  • e… acqua!

In più occorrono: olii essenziali (facoltativi), qualche spruzzino vuoto, un frullatore ad immersione e i versatilissimi panni in microfibra.

I detersivi che più di frequente autoproduco (e di cui presto condividerò con voi le ricette) sono:

  • detersivo per pulire il bagno (in basso la ricetta)
  • detersivo piatti\lavastoviglie (in basso la ricetta)
  • detersivo per lavatrice (presto altre info)
  • detersivo per i pavimenti (presto altre info)

E dopo tanto leggere passiamo all’azione.

Per la pulizia del bagno  servono solo :

  • Un panetto di sapone di marsiglia esattamente quello che si usa per il bucato.
  • Uno spruzzino che avrete riempito con metà acqua demineralizzata ( quella che si usa per il ferro per intenderci) e metà aceto io preferisco usare quello di mele perchè ha un odore meno pungente ma va bene anche l’aceto bianco ( non è necessario comprare l’aceto “famoso” va benissimo anche quello che si trova nei discount). Questa miscela serve per contrastare il calcare e la “patina” opaca che creerebbe l’olio presente nel sapone di marsiglia.
  • Un buon panno in microfibra.

Vediamo come procedere.

  1. Dopo aver bagnato sotto il rubinetto il panno in micro fibra ed averlo strizzato poco  bisogna passarlo sul panetto di sapone di marsiglia fino ad insaponarlo.
  2.  Quando il panno è bello insaponato potete spruzzarci sopra la miscela di acqua e aceto oppure decidere di spruzzare la miscela direttamente sulla superficie da lavare, io preferisco questa seconda opzione.
  3. Passare il panno,  tutto insaponato, sulla superficie da lavare e risciacquare. Et voilà….
  4. Il bagno è pulito, igienizzato, profumato ma soprattutto non abbiamo speso più di 0,02 centesimi di euro, non abbiamo inquinato e le nostre mani non hanno avuto aggressioni chimiche.

Per il detersivo piatti/lavastoviglie invece abbiamo bisogno di:

  • 3 limoni di media grandezza a cui toglieremo i semi e che faremo a pezzettini piccoli, più piccoli sono meglio è.
  • 300 ml di acqua
  • 200 ml di aceto bianco
  • 200 gr di sale, meglio se fino
  • una pentola per cucinare il composto. Qualsiasi pentola va bene tranne pentole in alluminio perchè con il limone diventano verdi.
  • una cucchiaio di legno per rimestare il composto durante la cottura
  • un frullatore meglio se ad immersione.
  • Vasetti di vetro o dispenser .

Come procedere:

  1. Frullare i limoni  precedentemente fatti a pezzi insieme a circa 200 ml di acqua, se stiamo usando il sale grosso aggiungere anche il sale.  Ridurre i limoni il più finemente possibile.
  2. Nella pentola versare la “pappetta” dei limoni e il resto degli ingredienti.
  3. Portare a bollore il composto a fuoco medio, una volta raggiunto il bollore far cucinare a fuoco basso per circa 15 minuti e mescolare  con il cucchiaio di legno per evitare che il composto si attacchi alla pentola. Se l’odore dell’aceto vi da fastidio aprite la finestra.
  4. Quando il composto avrà assunto la consistenza di una crema per dolci sarà pronto. Se ci sono dei grumi si può ripassare con il frullatore ad immersione.
  5. Lasciate raffreddare. Quando il composto sarà freddo mettetelo nei vasetti di vetro, chiudete bene e mettete in frigo si conserverà per circa 2 mesi…. ovviamente sul vasetto avrete avuto cura di apporvi una bella etichetta per ricordarne il contenuto! Ma se per sbaglio lo assaggiate non c’è da preoccuparsi, non è dannoso!

Come usarlo

Se i piatti li lavate a mano è sufficiente una bacinella di acqua abbastanza calda , che ne aumenta il potere sgrassante, in cui scioglierete un paio di cucchiai del nostro composto e all’occorrenza potete aggiungere direttamente sulla spugna, come un normale detersivo. Attenzione però, se siete amanti della schiuma ne resterete deluse non ne fa ma, in compenso però profuma, sgrassa in maniera sublime e non  secca le mani.

Se invece usate la lavastoviglie mettere 3-4 cucchiai di composto nella vaschetta del detersivo, dovete solo avere l’accortezza di aver svuotato la lavastoviglie dal sale e dal brillantante, e far partire il ciclo normale di lavaggio. Non immaginate la sorpresa che ne avrete. Provare per credere!

Ovviamente ci sono altre “ricette” per il detersivo piatti ma oggi ho voluto regalarvi la mia preferita.

E voi cosa usate per le pulizie di casa? Siamo curiose di scoprirlo.

L'Agenda

Progetti e Future Planning – Di cosa si tratta e gli errori da evitare.

Quella dei progetti è forse la sezione più fraintesa nelle agende, e quindi, a torto, meno o per nulla utilizzata.

Quando negli anni ’90 mi capitava di avere per mano una agenda ad anelli (all’epoca diffusissime, a poco prezzo e regalate a destra e a manca) quando arrivavo alla sezione “Progetti” pensavo non mi servisse perché… non ero un ingegnere né un architetto (ed ad alimentare questo fraintendimento c’era anche la visualizzazione standard di questa sezione con spazio per disegni “tecnici”).

Tutto ciò nasceva per me (e probabilmente per molti di voi) da un fraintendimento semantico: per me il progetto era qualcosa di assimilabile esclusivamente al costruire materialmente (con cemento e mattoni) una struttura fisica.

Sgombriamo pertanto la mente da questo fraintendimento e diamoci una migliore definizione al termine “Progetto”.

Il Progetto nell’ambito dell’organizzazione e pianificazione è una cosa che per essere completata richiede più di un’azione.

Di conseguenza, un progetto consta di più azioni, e cioè più cose da fare, una consequenziale all’altra o comunque collegate tra loro, per il raggiungimento di un certo risultato (=obiettivo)

Secondo questa definizione sono dei progetti sia Costruire una casa, sia Rimettere in ordine la cantina.

Il consiglio che vi do, se come è capitato a me anche voi faticate in questa fase a capire cosa sia un progetto, è quello di ragionare in termini di obiettivi.
L’obiettivo, il risultato che volete ottenere, talvolta richiede solo un’azione specifica (es.: stirare i panni), talvolta un piano d’azione (come ad es., perdere peso, laurearsi, riordinare l’armadio, cambiare lavoro…).

Ci sono progetti/obiettivi semplici, che richiedono il mero susseguirsi di alcune azioni concatenate (ad esempio: Riordinare la libreria – Azioni: Togliere tutti i libri; spolverare ripiani; dividere catalogare libri per genere/autore; riporre i libri sulla libreria, donare libri non più utili/interessanti – Stop!) e progetti importanti, che richiedono una pianificazione più dettagliata, una previsione di spesa, un piano di risparmio, la collaborazione di altri soggetti, ecc… (es. Comprare casa per le vacanze, Progettare una viaggio di famiglia, …).
Ci sono progetti personali (rimettersi in forma, leggere di più, passare più tempo con il partner/figli…) o professionali (progressione di carriera, cambiare/cercare lavoro, completare un ciclo di studi…); progetti familiari (pianificare una gravidanza, traslocare…), finanziari (estinguere debiti, creare un fondo di emergenza, investimenti…)… persino dedicarsi ad un nuovo hobby o imparare una nuova lingua o a suonare uno strumento musicale possono essere considerati e trattati come progetti.

Qualsiasi sia la vostra età e/o bucket list, qualsiasi sia il vostro sogno nel cassetto, c’è un solo modo per giungere al risultato sperato: FARE! Fare cosa? Le azioni che singolarmente conducono, un passo alla volta, alla realizzazione del vostro progetto (o obiettivo!). E per fare ciò dovete prima pianificare, ossia suddividere il vostro progetto in tante piccole azioni, tante quante ne servono per giungere alla meta, e darvi un tempo entro cui eseguirle.

Un obiettivo è un sogno con una data entro cui realizzarlo.

Probabilmente stanno iniziando a delinearsi in questi concetti alcune delle ragioni che vi trattengono dal realizzare i vostri progetti/obiettivi/sogni. Probabilmente iniziate ora ad avere una idea di cosa significhi e cosa serva per pianificare il futuro e arrivare alla realizzazione di un progetto/obiettivo.

Torneremo più volte a parlare di progetti e future planning, per adesso analizziamo nel dettaglio gli errori più comuni che possono ostacolarvi o rallentarvi nel perseguimento di un obiettivo:

  1. Confondere progetti e cose da fare. Questa è la difficoltà più comune. Come detto più su il progetto si compone di più azioni/cose da fare. Se inserite nella vostra lista di cose da fare cose che in realtà sono progetti, ne trarrete un senso di frustrazione, inconcludenza e sconfitta. Diversamente, se inserite solo le singole azioni (=actionable steps) vedrete che il vostro lavoro progredisce di giorno in giorno, un passetto alla volta (le classiche 50 pagine al giorno di qualsiasi studente universitario!).
    Rivediamo l’esempio fatto sopra di un progetto semplice come ad esempio riordinare la libreria. A meno che la vostra libreria non consti di 10 libri (Konmari sarebbe molto fiera di voi) è molto probabile che ognuna delle “azioni” su richiamate richieda un pomeriggio, e che quindi l’intero progetto per completarsi necessiti di qualche giorno. Se nella mia lista di cose da fare ho inserito “Togliere tutti i libri della libreria X”, potrò a fine giornata metterci una spunta, dopo che l’avrò fatto. Diversamente se sulla lista ho segnato non un’azione, ma l’intero progetto “Riordinare la libreria” quella spunta non riuscirò a darla sino a che non avrò finito tutto (sentendomi sopraffatta, demotivata e demoralizzata per la pendenza ancora irrisolta, con il rischio di lasciare il lavoro incompiuto).
  2. Non avere una scadenza: Se non vi ponete un termine entro cui fare/completare una cosa, è molto probabile che non vi ci dedicherete affatto e che il vostro progetto resti solo un sogno. Va benissimo sognare. Ogni tanto però dobbiamo scegliere quale di questi sogni realizzare, e per farlo occorre darci una scadenza (questo mese, il prossimo trimestre, entro cinque anni…).
  3. Non avere un piano d’azione: avere una scadenza aiuta ma non basta. Come abbiamo detto sopra il progetto si compone di più azioni, pertanto è di cruciale importanza fare l’elenco delle azioni (=project plan) che occorre compiere per poterlo realizzare, e portarle via via a compimento tutte (salvo rivedere ed aggiustare il piano d’azione in corso d’opera). Nel piano d’azione è molto importante anche includere degli Obiettivi intermedi (=milestones), specie per i progetti che richiedono più tempo per essere completati (senza fare esempi distanti dalla realtà di tutti i giorni: se dovete preparare un esame entro la fine del trimestre, oltre all’obiettivo delle famose 50 pagine al giorno, potete porvi un obiettivo mensile/settimanale per monitorare meglio i vostri progressi; includere nel vostro piano delle verifiche intermedie magari con un gruppo di studio; delle pause e/o giornate in cui di sicuro non potrete dedicarvi al 100% allo studio da recuperare, ecc…).
  4. Non dedicarvi con costanza ai progetti in corso: Potete avere il piano d’azione più dettagliato, non vi servirà a molto se poi su quelle 50 pagine al giorno non vi ci mettete con costanza e perseveranza. Siate, inoltre, un buon giardiniere: controllate la crescita ed il progresso dei vostri progetti con revisioni periodiche dello stato di avanzamento, il raggiungimento degli obiettivi intermedi e l’opportunità di rivedere il piano d’azione (es: magari invece che sognare di dare 4 esami a fine trimestre, potrebbe essere il caso di concentrarvi solo su due esami e prepararli a dovere!).
  5. Troppa carne sul fuoco: il tempo è una risorsa limitata. Fate attenzione a non mettere in piedi troppi progetti senza poter dedicare ad ognuno il giusto tempo ed attenzione (es. degli esami più su). Datevi una scala di priorità e cercate di completare uno/due progetti per volta, oppure datevi delle scadenze più lunghe se dovete lavorare su più fronti, ad esempio dividendovi tra lavoro a tempo pieno e progetti personali/hobby/studio, ecc…
  6. Nessuno a cui rendere conto: non avere qualcuno che vi ricordi quali e quante scadenze vi eravate prefissati (se siete all’Università: non avete più l’incubo delle interrogazioni ogni mese!). Se non abbiamo una buona autodisciplina, non avere nessuno a cui rendere conto può essere un ostacolo al raggiungimento dei nostri obiettivi. Coinvolgete un amico o il partner nei vostri progetti, oppure cercate di utilizzare la vostra agenda come il compagno di viaggio che vi tiene “in riga” e vi riporta all’ordine quando perdete il giusto ritmo.

Ecco il compito per la prossima settimana:

  • Individuate uno o più progetti che volete realizzare (possibilmente almeno uno a breve termine, e cioè da completare in poche settimane/mesi);
  • Fate un elenco delle singole minime azioni che occorrono per poterlo raggiungere (incluso eventuale materiale che dovete procurarvi, previsione di costo, spazi da dover adibire stabilmente o temporaneamente al progetto, ecc…);
  • Segnate una scadenza sul calendario/agenda sia per la realizzazione del progetto sia per l’esecuzione delle singole azioni che per il controllo degli obiettivi intermedi;
  • Fissate un sistema di controllo dei vostri progressi, che sia la vostra agenda, un amico o la nutrizionista che vi pesa ogni mese, abbiate qualcuno o qualcosa a cui dare conto dei vostri progressi.

A piccoli passi diventerete dei maestri del project and future planning! 😉

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Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #1

Risparmiare è un concetto molto vasto e per me non è sinonimo di ” tirchieria” ma, al contrario di rispetto.

Rispetto per il mio lavoro, il mio tempo ma soprattutto per l’ambiente in cui vivo e che voglio lasciare a mio figlio.

“Ognuno di noi puo’ essere la goccia nel mare che fa la differenza”

Per questa ragione uso sempre delle piccole accortezze “risparmiose” che condividerò con voi in questo ed altri post.

Iniziamo con alcuni piccoli suggeriementi che riguardano il make-up e l’igiene personale.

Ad esempio: una discriminante nello scegliere tra due o più prodotti che preferite può essere il tipo di flacone in cui questo è venduto, dato che alcuni si prestano di più ad accortezze “risparmiose” ed altri, invece, senza le dovute accortezze, vi portano ad un maggiore spreco.

Mi spiego meglio. Il tubetto in  plastica, a differenza di quelli con lo stantuffo, si presta meglio a non sprecare perchè una volta “finito” il prodotto possiamo, con delle forbici, tagliare il tubetto e raccogliere dalle pareti tutto il prodotto sino all’ultima goccia, avendone ancora la quantità sufficiente per qualche giorno! Questa accortezza possiamo metterla in pratica per dentifricio, fondotinta, creme  e prodotti “da spremere” di ogni genere.

immagine fondotinta

Mi rendo conto però che, la maggior parte delle aziende di cosmesi usa il vetro per “confezionare” i propri prodotti o che proprio la crema giusta per te è  solo nel flacone di vetro. Come si fa a non sprecare ? No problem. Se possibile, scegliere il prodotto preferito nel vasetto di vetro senza stantuffo, perchè è quello che si presta meglio a raccogliere tutto il contenuto.

Ma se questa scelta non è possibile e bisogna  necessariamente acquistare il flacone con lo stantuffo, si può  “raccogliere” la crema o fondotinta  con uno stecco da gelato, sicuramente il risultato sarà meno soddisfacente, in termini di spreco, ma  in ogni caso sempre meglio che buttare via il fondino, specie se si tratta di prodotti costosetti.fondotinta erogatore

Un’altra accortezza è quella di usare il pennello da fondotinta invece che la spugnetta, si usa meno prodotto con la massima resa. Ricordatevi in ogni caso di lavare frequentemente qualsiasi strumento utilizziate per stendere il fondotinta.

E voi quali tecniche “risparmiose” usate? Fatecelo sapere nei commenti

La Casa, Le Finanze

Come ti organizzo… la spesa!

Nel precedente post sul risparmio e gestione dello stipendio vi ho parlato del Cash Envelope System (sistema delle Buste). Oggi, iniziamo a vedere più nello specifico alcuni metodi per non sforare il budget mensile in particolare per quel che riguarda spesa alimentare e igiene.

Ovviamente si tratta di due voci di spesa necessarie, per cui non possono essere eliminate. Ma possono essere gestite in maniera più oculata attraverso i seguenti strumenti:

1. Consultazione dei Volantini offerte
2. Lettura attenta delle etichette
3. Auto produzione
4. Pianificazione pasti

E il gioco è fatto …. O quasi.

1. Volantino offerte

Quando mi sono trovata per la prima volta da adulta di fronte al problema spesa necessaria e risparmio, ho avuto un momento di labirintite che mi è passata quando anziché lasciare i volantini delle offerte nell’apposita cassetta ho iniziato a portarli a casa e a “studiarli”, scoprendo in essi dei buoni alleati per il risparmio, a patto di saperli consultare ed usare.

Il mio primo consiglio quando si tratta di offerte è di non cadere nelle trappole commerciali! Può essere scontato anche al 70%, se quel prodotto non ci serve, non è un’occasione comprarlo ma semplice spreco di risorse! Allo stesso modo non c’è bisogno di fare la spola tra un supermercato e l’altro, comprando due cose qui, una lì, ecc…  perché, quasi sicuramente, quel prodotto “a giro” verrà messo in offerta anche nel supermercato più comodo da raggiungere per voi. In altre parole: Ok risparmiare 50 cent, ma non a costo di perdere una giornata a fare la spesa o spendere 10€ di benzina o… sforare il budget approfittando di tutti i 3×2!!!

Una cosa che ho notato cominciando a consultare i volantini è, infatti, che i supermercati mandano in offerta più o meno gli stessi prodotti negli stessi periodi (anzi, spesso sono proprio le case produttrici a pilotare le offerte). Inoltre le offerte sono cicliche e si ripetono nel tempo. Pertanto i consigli che vi sono sono: (A) approfittate delle offerte dei supermercati a voi vicini, e (B) decidete di acquistare alcuni prodotti più “cari” oppure specifiche categorie solo quando in offerta, magari alternando alcune marche tra loro, per cui almeno una delle vostre preferite è possibile che cada in promozione quando vi occorre acquistare un certo prodotto.

Non c’è bisogno di fare scorte esagerate di nessun prodotto, perché, come detto prima a cadenza più o meno quindicinale massimo mensile ritornano in promozione. Ad esempio: trovate una buona offerta sul pacco da 18 di bastoncini di pesce (l’unico modo per somministrare pesce a vostro figlio) nel supermercato sotto casa. Perfetto approfittarne, ma non acquistando 5 scatole (occhio alle scadenze, sempre!), ma solo quello che vi occorre per il consumo normale nell’arco di un mesetto. Il mese prossimo, con ogni probabilità lo stesso prodotto sarà in offerta, magari nel supermercato vicino il vostro ufficio, e così via…

Se preferite il digitale al cartaceo, vi consiglio l’App:“ Dove conviene” che consente di consultare le offerte di tutti i negozi  presenti nelle proprie vicinanze. Non immaginate il risparmio di tempo…. posso sapere in tempo reale se il mio supermercato preferito lo trovo di ritorno dalla palestra.

2. Lettura attenta dell’etichetta

Leggere le etichette è un’ottima abitudine che tutti dovremmo avere e non solo per risparmiare di più. Oltre agli ingredienti, l’etichetta può aiutarci a scoprire anche la provenienza di un prodotto, ed in particolare svelarci se un prodotto del discount è stato in verità prodotto nello stesso stabilimento che produce prodotti simili per marche famose, verosimilmente con i medesimi standard di qualità.In rete c’è un utilissimo sito internet “Io leggo l’etichetta” sul quale si trovano e possono essere confrontati tutti o quasi i prodotti cosidetti “a marchio….” venduti nei discount oppure con il marchio della catena di supermercati tal de tali, a prezzo inferiori ma con la stessa qualità.Ad esempio sapevate che le lenzuola a marchio Auchan sono prodotte da Zucchi? O che il latte di riso venduto da Eurospin è prodotto da Scotti o ancora che l’acqua Bluse , sempre Eurospin, è  prodotta da San’Anna o che la Pavesi marchia le sue famose Gocciole sotto il nome di Real Forno della Lidl?  L’ultimo acquisto eurospin sono stati dei contenitori che uso per il frigo, li ho pagati rispettivamente 0.99 cent e 1,99 euro….. per poi scoprire che sono in realtà prodotti dalla domopak living.

3. Auto produzione

L’ altro strumento che vi consente di risparmiare bei soldini è l’auto produzione (comprare solo le materie prime), riscoprendo quelle belle abitudini delle nostre nonne che  non è sicuramente una scoperta moderna, è sempre esistita. Le nostre nonne “facevano” tutto in casa. Tutto ciò che viene fatto in casa ha il vantaggio di essere : Economico (il costo unitario di farina, zucchero e uova per fare una ciambella è immensamente inferiore al costo delle merendine preconfezionate, anche quelle più economiche), Genuino (sapete e decidete cosa metterci dentro, se fate l’orto rispetterete la stagionalità e il gusto della verdura vera) e….Appagante per il nostro Ego!Non siate timidi, confessate, come vi sentite dopo aver fatto un bel ciambellone con le vostre manine, invece di scartare una poco salutare merendina???  E come vi fa sentire quando avete l’approvazione dei commensali per il vostro risultato?Io mi sento che “Massari, scansate proprio”…Ma non solo ciambelle! Si possono autoprodurre (ed io lo faccio da anni ormai) anche  detersivi e qualche cosmetico. Lo confesso ho qualche tendenza ecologista, e quindi nel mio caso l’ autoproduzione dei detersivi è iniziata per una sensibilità ecologica ma è proseguita per il risparmio che se trae.A breve vi svelerò tutti i miei segreti o quasi per una casa eco- pulita ed economicamente pulita e qualche ricettina “riciclona” e “pulisci frigo/ dispensa”.

4. Pianificazione pasti

Questo, sicuramente, è quello che richiede una organizzazione maggiore, tuttavia, una volta trovato il metodo che fa al caso vostro come fare, verrà tutto naturale e non tornerete indietro.Pianificare i pasti ci toglie dal fastidioso empasse del : “cosa mangiamo oggi?” a cui segue molto spesso la risposta pizza… o oggi vorrei cucinare salmone “ ma il salmone non c’è e non faccio in tempo a comprarlo e quindi sicuramente mangerò nuovamente… pizza. Per evitare, quindi, • Pasti poco salutari • Ripetitività • spesa “ scriteriate ” • cibo nella spazzatura, è consigliabile pianificare i pasti. E’ inutile nasconderlo, richiede impegno. Ma non temente in questo vi saremo di aiuto io e la Cle’ in un post tutto dedicato alla pianificazione di un menù settimanale.

Per iniziare intanto potreste incominciare in maniera semplice e “rudimentale” adatta a tutti, ossia appuntarvi in un bel quadernetto  i piatti preferiti dalla vostra famiglia e fargli “ruotare” in maniera meno ripetitiva. A questo punto se sapete cosa cucinare nell’arco della settimana saprete anche che spesa fare!!!

E voi quali strategie di risparmio usate? Condividetele con noi e soprattutto condividete questo post se vi è piaciuto. A presto

 

 

 

il guardaroba

Come comporre il guardaroba perfetto: Cap. 2 – Liberarsi delle cose inutilizzate

Premessa: per chi cercasse la formula magica per avere un guardaroba ordinato e funzionale in uno schiocco di dita, devo purtroppo dire che servono un po’ di (e nemmeno tantissime) azioni graduali prima di arrivarci. Persino applicare il metodo Konmari (=butta tutto quello che non usi) richiede giorni e giorni (lo so perché è stato il mio punto di partenza)! Io non voglio chiedervi di buttare tutto, io voglio aiutarvi a capire, della montagna di panni che avete nell’armadio, COSA davvero vi SERVE, cosa davvero vi PIACE e vi valorizza.
Una volta individuati questi capi (che possono essere 10 o 100) organizzarli sarà un gioco da ragazzi! Inutile organizzare roba inutilizzata. Questa è la regola fondamentale di questo blog.

Dunque, riprendendo le fila dall’ultimo post, dovreste aver passato l’ultima settimana (o le ultime ore) ad individuare ed analizzare i capi che vi piacciono di più, gettando così le le prime fondamenta del vostro stile.

Mentre facevate questo screening sicuramente vi siete imbattuti o avete dovuto scavare in mezzo ad un quantitativo spropositato di indumenti che non indossate (più).  Il classico scenario di un guardaroba pieno in cui non c’è niente da mettere.

L’esercizio che vi propongo di fare oggi è quello di interrogarvi sul come e perché siete arrivati ad avere così tanta roba che non indossate, che necessariamente rende il vestirsi una impresa stressante e frustrante ogni mattina.

Riconoscere la ragione o le ragioni principali vi aiuta (ed è questa la finalità dell’esercizio) a prevenirne le cause in futuro, in modo da evitare a priori di introdurre in casa vostra e nel vostro armadio roba che non userete.

Ecco alcune delle ragioni più comuni per cui accumulate vestiti inutilizzati e possibili soluzioni per evitare di ripetere lo stesso errore in futuro:

  1. Amate fare shopping, ed acquistate più indumenti di quahand-holding-shopping-bags_23-2147491522nti possiate realmente indossare. Es.: avete 50 jeans ma fate un lavoro il cui dress-code li sconsiglia! ritrovandovi in pratica con un 50 capi che potete usare solo nel weekend (e verosimilmente non in estate!!!).
    Soluzione: Stabilite il vostro limite in base allo spazio che avete a disposizione e le reali occasioni in cui prevedete ragionevolmente di utilizzare qualcosa;
  2. Avete la “sindrome” del potrebbe servirenel vostro armadio ci sono capi che attendono una occasione speciale, o che perdiate peso, che troviate il pezzo giusto con cui completare l’outfit…
    Soluzione A: Siate onesti: se non avete utilizzato questi capi negli ultimi due anni e non prevedete/fissate un’occasione di utilizzo nel prossimo mese, è ora di lasciarli andare e fare spazio a cose che utilizzate veramente
    Soluzione B: per quel vestitino hot che ha ancora il cartellino: uscite a cena con vostro marito questo stesso weekend ed indossatelo! Così non lo dovrete buttare via! 😉
  3. Non sapete dire di No! Avete accettato troppe donazioni o regali, ad esempio da donation-box-with-striped-socks-20848383_mlvostra sorella o una vostra amica che vi passano regolarmente roba di seconda mano ma ancora in buono stato (si spera!), ma si tratta di capi che non fanno per voi. Oppure avete comprato qualcosa solo perché la commessa è stata molto insistente o lusinghiera; avete comprato qualcosa perché ve lo ha suggerito vostra madre o la vostra amica, ma niente di tutto ciò lo sentite adatto a voi.
    La soluzione per tutto questo è unica: abbiate il coraggio di dire di no!
  4. Avete preso peso recentemente e sperate di poter tornare presto nella vostra vecchia taglia; va benissimo che vogliate conservare questi abiti, specie se ancora nuovi. Quello che non va bene è che restino nel vostro armadio a rubare spazio a ciò che oggi potete indossare, facendovi sentire ogni giorno giù di morale per non poterli (ancora) indossare.
    Soluzione A: mettete via in una scatola adatta questi capi. Magari tenete soltanto uno ma solo se serve realmente per motivarvi a raggiungere il vostro obiettivo di peso.
    Soluzione B: se non prevedete di poter ritornare a breve nella vostra vecchia taglia né volete spendere un patrimonio per rifarvi il guardaroba, selezionate alcuni capi da portare ad una brava sarta per farveli allargare ed utilizzarli ancora senza aspettare.
     
  5. S051210-carrie-7-400_1iete ancorati al passato, nel vostro armadio ci sono indumenti di 5/10/15 anni fa? Di quando conducevate una vita del tutto diversa, un diverso lavoro, non eravate ancora sposate o mamme?
    Soluzione: Se quegli abiti non vi stanno più o non si addicono al vostro stato attuale, è tempo di metterli altrove! Valgono anche i consigli precedenti. Non vi dico di buttarli, specie se racchiudono bei ricordi, ma dovete metteteli altrove.
  6. Pezzi classici: indubbiamente ci sono cose che, se ben tenute, possono essere utilizzate per anni ed anni. Siate però certi che quei pezzi “classici” siano effettivamente ancora indossabili, in buono stato e della vostra taglia attuale, altrimenti, donateli!
  7. top-10-clothing-brands-300x259Pezzi costosi: è molto difficile ammettere di aver fatto un acquisto sbagliato, tanto più se si sono spesi bei soldini. Tuttavia tenere nel vostro armadio roba che non utilizzate non vi ridarà indietro quei soldi, anzi! Un armadio poco funzionale porta dietro con se tutta una serie di costi nascosti anche maggiori, se pensiamo al tempo che perdiamo ogni mattina, al senso di inadeguatezza, colpa e frustrazione che comporta il vedere tutti questi indumenti inutilizzati. Ancora peggio: non utilizzare qualcosa per paura di rovinarla, significa aver sprecato irrimediabilmente denaro.
    Soluzione: Vale lo stesso discorso del punto 2 e le soluzioni che vi ho dato lì. Se non iniziate ad usare regolarmente questi pezzi è ora di venderli o donarli. 

Qualsiasi sia la casistica in cui vi riconoscete, non ditemi che non potete adottare le soluzioni qui proposte perché applicandole dovreste dar via 3/4 dell’armadio ritrovandovi con niente.
E’ proprio questo il punto!
Quel niente  altro non è che la roba che davvero oggi potete e dovete utilizzare. Quel niente è la base del vostro futuro dirvi: “Posso finalmente indossare TUTTO quello che c’è nell’armadio!” Quel niente è l’unica cosa che a buon titolo occupa lo spazio del vostro armadio e per cui avete fatto bene a spendere soldi. 

Ricordate sempre che un guardaroba che non è adatto a chi siete e come siete oggi, che contiene roba inutilizzata, vi costa troppo: (a) mina la vostra autostima, (b) vi fa sprecare tempo ogni mattina, (c) occupa spazio che potreste impiegare meglio (spazio per cui pagate affitto e mutuo!), (d) vi costringe a spendere soldi per un armadio aggiuntivo per tenere cosa? roba che non indossate? Non ne vale la pena! Liberate il vostro armadio della roba che oggi non utilizzate. Vi sentirete mooooolto meglio, ve lo garantisco.

Vedrete che pian piano nei prossimi giorni, rimuovendo quello che non indossate abitualmente, che non vi piace, che non vi sta bene, nel vostro armadio resterà solo il meglio. La base da cui partire prima di fare nuovi (e giusti) acquisti.

Alla prossima puntata per un nuovo esercizio!

Organizzazione in Pillole

Organizzazione in Pillole #3: Write it Down!

Usa il tuo cervello per avere nuove idee, non come una banca di pro-memoria delle cose che hai da fare!

Sono certa che è capitato anche a voi. Siete al lavoro e pensate “Devo comprare il latte per domani!“. Scrivete altre due righe della email che dovete completare e di nuovo il pensiero ritorna “Devo comprare il latte per domani“. I colleghi vi chiamano per prendere un caffè e ancora “Ah ragazzi, ricordatemi che quando esco devo comprare il latte per domani“… e così via tutta la giornata, e a quello si aggiungeranno “Devo chiamare Gennaro, poi devo comprare il latte,”… dopo un’ora “Devo ritirare i panni in lavanderia, chiamare Gennaro e comprare il latte“… , sino a che con molta probabilità arrivate a casa senza aver comprato il latte, né chiamato Gennaro e con le camicie ancora in lavanderia! E la storia l’indomani si ripeterà.

Il consiglio è: ANNOTATEVI TUTTO nel momento stesso in cui il pensiero affiora nella vostra testa.

Liberate il cervello da quei pensieri martellanti, materialmente togliendoli dalla testa e mettendoli su un foglio di carta.

Writeitdown

Il vostro cervello non è uno “storage-box” per promemoria e cose da fare, è uno strumento per creare nuove idee, avere nuove intuizioni. Se lo affaticate e tenete impegnato tutto il giorno per tenere a mente la vostra lunghissima lista di cose da fare, state perdendo inutilmente energie e probabilmente non otterrete nemmeno il risultato sperato: ricordare di fare e fare quel che dovete!

Ricordate le Liste di cui abbiamo parlato o semplicemente la In-Box? Ecco la maniera giusta per utilizzarle: annotare al volo e poi smistare nella lista opportuna! Non usate il vostro cervello né come In-Box, né come To Do list!

Ecco cosa accadrà: mentre lavorate pensate “devo comprare il latte“. Lo annotate immediatamente sul post-it e lo mettete sulla dashboard della vostra agenda oppure direttamente nella lista delle cose da comprare sul vostro cellulare. Il vostro cervello è finalmente libero da quel pensiero martellante che non si riproporrà più durante la giornata, perché ormai ve ne siete occupati (per quello che potete fare in quel momento, ossia processare l’informazione a casa manca il latte“, decidendo di comprarlo sulla via di casa e mettendo un promemoria nel luogo dove sicuramente lo vedrete mentre rientrate dal lavoro). Molto più facile a farsi che a dirsi! Ve lo garantisco!

E sapete cosa farà il vostro cervello una volta liberato da questi promemoria martellanti? Inizierà a fare quello che sa fare meglio: fornirvi idee, intuizioni, concentrazione e creatività!

Non solo. Scrivere materialmente qualcosa con carta e penna, aziona e stimola delle aree del cervello che ne migliorano e direzionano l’attenzione. Per farla breve: il cervello si mette in moto a livello inconscio per fare si che quanto avete scritto accada. Funziona sia per comprare il latte, che per comprare una casa! Ma questa è materia di altri post.

Restate sintonizzati! 😉

[fonte immagine: http://www.guidedexpressions.com/martins-thoughts/write-it-down/]