Le Finanze, Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #2: Five euro bill!

Vi sembra di essere già strettissimi con il vostro budget e non vi vengono in mente modi per risparmiare più di quanto non facciate già?

Ecco un trucchetto che vi consentirà di risparmiare delle belle sommette, soprattutto se siete abituati ad utilizzare il contante. Io l’ho appreso da The Financial Diet e Broke Millenial, le mie attuali guru su YouTube in fatto di risparmio, e lo applico costantemente con grandissimi vantaggi per le mie finanze!

Ogni volta che ricevete una banconota intera da 5€ come resto, mettetela via!

Consideratela una specie di “tassa” (5€ bill, appunto!).

Appena arrivate a casa, prelevate quella 5€ che avete ricevuto di resto e mettetela nel barattolino dei risparmi o in una busta separata dal resto. Vedrete che pian pianino racimolerete un bel gruzzoletto, anche se siete già attentissimi e risparmiate il più possibile.

Io personalmente uso “i proventi” della 5€Bill per fronteggiare la famigerata “ultima settimana del mese“. Nello specifico, io tendo ad utilizzare prevalentemente il bancomat, anche per pagamenti di piccolo importo. Da quando applico questo “trucchetto”, prelevo ad inizio mese circa metà del mio budget mensile (dopo i vari accantonamenti, a breve vi dirò meglio del mio sistema, più digitale che fisico) utilizzando il contante per le spese correnti, e accantonando le vaire 5 euro volta per votla! Anzi: faccio in modo di ricevere almeno 5€ di resto, giocando con gli spiccioli o lasciando sugli scaffali roba non strettamente necessaria! 😉

Non vi nascondo che in questo periodo il mio budget è molto ristretto per cui il cuscinetto che si crea di anche solo 20/25 € al mese fanno molto comodo in attesa del successivo accredito di stipendio!

Ma non solo. Potete anche destinare questa tassa ad un progetto più grande come una vacanza oppure l’acquisto di qualcosa che desideravate da tanto o semplicemente per risparmiare qualcosina in più.

Provatela da oggi e ditemi quanto avete accumulato a fine mese! 😉

 

 

i documenti, L'Agenda, Organizzazione in Pillole

Organizzazione in Pillole #4: color coding

Io non uso moltissimo il color coding, ma lo uso prevalentemente in due modi che vi consiglio caldamente:

Sul mio calendario da scrivania, per sapere con un colpo d’occhio se in un dato giorno è previsto qualcosa (es. compleanni, scadenze pagamenti, appuntamenti con clienti, appuntamenti medici…). I dettagli naturalmente finiscono nell’agenda giornaliera, ma come colpo d’occhio è un ottimo riepilogo/promemoria:

 

 

E sul bordi pagina del mio Bullet Journal, per poter avere una “scorciatoia visiva” del contenuto di alcune pagine che potrebbero essermi utili in futuro (come liste, citazioni, idee per progetti, ecc.)

 

 

In pratica, ho creato una legenda all’inizio del BuJo, assegnando ad ogni colore una categoria (come vedete non le ho ancora usate tutte). Poi nelle pagine in cui ci sono informazioni che mi serviranno in futuro, inserisco il bollino nella medesima posizione corrispondente al colore nella prima pagina.
In questa maniera tutti i bollini dello stesso colore/categoria sono allineati facilitandone l’individuazione mentre si scorrono le pagine. Non solo: è possibile che una pagina contenga informazioni che ricadono in più categorie: in questo caso ogni bollino non andrà a sovrapporsi agli altri.

* * *

I bollini colorati che vedete in foto io li trovo facilmente nel negozio di cineserie sotto casa, 6 fogli di bollini in 9 colori a meno di un euro! Ce ne sono di vari tipi e misure, io preferisco questi piccolini, in modo che sul mio calendario, eventualmente, posa metterne più di uno in ogni casella senza difficoltà. Bonus: ci gioca pure mia figlia che adora gli stickers!

71z0stjv24l-_sy550_

E voi? come aiutate il vostro cervello a reperire le informazioni importanti? Fatecelo sapere nei commenti!

Organizzazione in Pillole

Organizzazione in pillole #4: Fatto è meglio che Perfetto

Fatto è meglio che perfetto!

Ecco uno dei mantra che tengo stampati sul monitor del mio PC come promemoria per la vita.

Tendo ad essere una perfezionista, non mi accontento del “Good is Good Enough” e questa tendenza ha due principali effetti: uno positivo ed uno negativo:

Quello positivo è che anche una cosa “arrangiata” secondo i miei canoni tendenti al perfezionismo, risulta essere di qualità superiore alla media.

Quello negativo è che questa tendenza al “perfetto” blocca l’azione, perché mi ritrovo con progetti non portati a termine perché al momento non hogli strumenti, il tempo, le risorse necessarie per ottenere il risultato “perfetto” che vorrei.

Se anche voi siete affetti da perfezionismo, ricordate sempre a voi stessi che rincorrere la perfezione il più delle volte genera uno stato di immobilità o di non-azione. Immobilità perché non consente il miglioramento (se sei già perfetto… che vuoi migliorare ancora!!!); non-azione perché, come detto sopra, spesso si è portati a non completare i propri progetti perché il risultato che otterremmo sarebbe “imperfetto”, non all’altezza delle nostre alte aspettative e quindi non gradito. Ma, tenete sempre a mente l’effetto positivo del vostro perfezionismo: il vostro risultato sarà comunque superiore alla media, sono i vostri standard che sono molto alti!

Lungi da me esortarvi a fare le cose in maniera raffazzonata e negligente, al solo scopo di mettere una spunta sulla lista delle cose da fare. Non è questo il punto. Il punto è non inseguire la perfezione se questa vi porta ad uno stato di non azione.

In questo senso Fatto (bene) è meglio che Perfetto; fatto bene va abbastanza bene (Good is Good Enough). Se si avrà tempo successivamente si limerà il risultato ottenuto, ma intanto almeno si è fatto un passo in avanti.

Fuor di metafora. Vorreste fare più sport: la perfezione è in palestra tre volte a settimana tutte le 52 settimane dell’anno, con la vostra istruttrice preferita.
Bene abbastanza è camminare anche solo 20 min al giorno la maggior parte dei giorni della settimana. E’ molto meglio di non fare nulla perché la palestra più vicina non ha orari compatibili con i vostri!

Oppure, avete chiesto a vostro marito di caricare la lavastoviglie, ma non è stato preciso quanto lo sareste state voi nel disporre i piatti, o riporre quelli puliti. Good is good enough! L’ha fatto e va bene anche se l’esecuzione non è perfetta. Accettate il fatto che nel delegare qualcosa gli altri la facciano diversamente da come la fate voi!

Volete dedicare maggiore tempo alla cura del corpo o della pelle. La perfezione sarebbe l’estetista ogni due settimane o la SPA, il buono abbastanza è mettere la crema idratante almeno una volta al giorno la maggior parte dei giorni della settimana.

Vorreste passare più tempo con le vostre amiche ma il lavoro, la casa, la famiglia vi attanagliano. Prevedete un giorno fisso del mese in cui vedervi/telefonarvi, segnatelo sul calendario, prendete insieme un tea a distanza. Molto meglio di niente. Molto meglio dell’uscita perfetta ma non fatta per inconciliabilità degli impegni.

salvador-dali-quotes-3

La Casa, Organizzazione in Pillole

Auto-produciamo…. detersivi

Oggi MaGa’ vi insegna a pulire bagno e piatti in modo super ecologico ed economico!

* * *

Per chi ha fretta o vuole andare dritto al punto: le ricette dei detersivi da auotprodurre le trovate in basso, in chiusura del post. Per tutti gli altri, prima vorrei darvi un po’ di background e qualche informazione in più sul perché ho deciso di autoprodurre i detersivi.

Una amica un giorno mi ha chiesto come mai “perdessi” tempo a fare  i detersivi in casa invece che comprarli.

Suppongo che la stessa domanda venga spontanea a chiunque non abbia questa “passione”.

Innanzitutto, come ho già detto nel precedente post, ho qualche tendenza ecologista nel senso che, nel mio piccolo, cerco di avere dei comportamenti il meno possibile impattanti per l’ambiente, e autoprodurre i detersivi mi consente di risparmiare soldini, produrre meno rifiuti, riutilizzare i contenitori vuoti e non usare i guanti di gomma che sicuramente non sono riciclabili.

Bonus: creare “miscugli” mi diverte da matti.

Non è una perdita di tempo perchè il tempo “speso” in auto produzione ritorna in termini di salubrità del pianeta. Se uso il detersivo per i piatti fatto in casa sicuramente  inquinerò meno rispetto a quando uso quello già pronto.

Ma, capiamo  insieme cosa possiamo “ri-produrre” nella versione ecologica.

In linea di principio qualsiasi detergente e prodotto per l’igiene casa/ persona che si trova in commercio è riproducibile.

Personalmente, però, non “ri-faccio” tutto in quanto non sono un chimico, a tal proposito è giusto essere chiare, anche i prodotti naturali non possono essere miscelati tra di loro a casaccio, esattamente come le sostanze chimiche.

Per questa ragione nei miei “intrugli” uso elementi  che tra  loro si sposano bene e non creano reazioni indesiderate ( questo l’ ho imparato  partecipando a corsi di auto produzione tenuti da persone esperte e seguendo canali youtube o blog ad hoc. Ad esempio uno dei miei blog preferiti sull’argomento è quello di Lucia Cuffaro : http://www.autoproduciamo.it).

La dotazione di partenza non è nè costosa  nè difficile da reperire, al contrario quasi tutto il necessario lo troviamo in dispensa o in bagno! Il mio kit di base è composto da:

  • sapone di marsiglia,
  • acido citrico,
  • sale,
  • limone,
  • aceto
  • e… acqua!

In più occorrono: olii essenziali (facoltativi), qualche spruzzino vuoto, un frullatore ad immersione e i versatilissimi panni in microfibra.

I detersivi che più di frequente autoproduco (e di cui presto condividerò con voi le ricette) sono:

  • detersivo per pulire il bagno (in basso la ricetta)
  • detersivo piatti\lavastoviglie (in basso la ricetta)
  • detersivo per lavatrice (presto altre info)
  • detersivo per i pavimenti (presto altre info)

E dopo tanto leggere passiamo all’azione.

Per la pulizia del bagno  servono solo :

  • Un panetto di sapone di marsiglia esattamente quello che si usa per il bucato.
  • Uno spruzzino che avrete riempito con metà acqua demineralizzata ( quella che si usa per il ferro per intenderci) e metà aceto io preferisco usare quello di mele perchè ha un odore meno pungente ma va bene anche l’aceto bianco ( non è necessario comprare l’aceto “famoso” va benissimo anche quello che si trova nei discount). Questa miscela serve per contrastare il calcare e la “patina” opaca che creerebbe l’olio presente nel sapone di marsiglia.
  • Un buon panno in microfibra.

Vediamo come procedere.

  1. Dopo aver bagnato sotto il rubinetto il panno in micro fibra ed averlo strizzato poco  bisogna passarlo sul panetto di sapone di marsiglia fino ad insaponarlo.
  2.  Quando il panno è bello insaponato potete spruzzarci sopra la miscela di acqua e aceto oppure decidere di spruzzare la miscela direttamente sulla superficie da lavare, io preferisco questa seconda opzione.
  3. Passare il panno,  tutto insaponato, sulla superficie da lavare e risciacquare. Et voilà….
  4. Il bagno è pulito, igienizzato, profumato ma soprattutto non abbiamo speso più di 0,02 centesimi di euro, non abbiamo inquinato e le nostre mani non hanno avuto aggressioni chimiche.

Per il detersivo piatti/lavastoviglie invece abbiamo bisogno di:

  • 3 limoni di media grandezza a cui toglieremo i semi e che faremo a pezzettini piccoli, più piccoli sono meglio è.
  • 300 ml di acqua
  • 200 ml di aceto bianco
  • 200 gr di sale, meglio se fino
  • una pentola per cucinare il composto. Qualsiasi pentola va bene tranne pentole in alluminio perchè con il limone diventano verdi.
  • una cucchiaio di legno per rimestare il composto durante la cottura
  • un frullatore meglio se ad immersione.
  • Vasetti di vetro o dispenser .

Come procedere:

  1. Frullare i limoni  precedentemente fatti a pezzi insieme a circa 200 ml di acqua, se stiamo usando il sale grosso aggiungere anche il sale.  Ridurre i limoni il più finemente possibile.
  2. Nella pentola versare la “pappetta” dei limoni e il resto degli ingredienti.
  3. Portare a bollore il composto a fuoco medio, una volta raggiunto il bollore far cucinare a fuoco basso per circa 15 minuti e mescolare  con il cucchiaio di legno per evitare che il composto si attacchi alla pentola. Se l’odore dell’aceto vi da fastidio aprite la finestra.
  4. Quando il composto avrà assunto la consistenza di una crema per dolci sarà pronto. Se ci sono dei grumi si può ripassare con il frullatore ad immersione.
  5. Lasciate raffreddare. Quando il composto sarà freddo mettetelo nei vasetti di vetro, chiudete bene e mettete in frigo si conserverà per circa 2 mesi…. ovviamente sul vasetto avrete avuto cura di apporvi una bella etichetta per ricordarne il contenuto! Ma se per sbaglio lo assaggiate non c’è da preoccuparsi, non è dannoso!

Come usarlo

Se i piatti li lavate a mano è sufficiente una bacinella di acqua abbastanza calda , che ne aumenta il potere sgrassante, in cui scioglierete un paio di cucchiai del nostro composto e all’occorrenza potete aggiungere direttamente sulla spugna, come un normale detersivo. Attenzione però, se siete amanti della schiuma ne resterete deluse non ne fa ma, in compenso però profuma, sgrassa in maniera sublime e non  secca le mani.

Se invece usate la lavastoviglie mettere 3-4 cucchiai di composto nella vaschetta del detersivo, dovete solo avere l’accortezza di aver svuotato la lavastoviglie dal sale e dal brillantante, e far partire il ciclo normale di lavaggio. Non immaginate la sorpresa che ne avrete. Provare per credere!

Ovviamente ci sono altre “ricette” per il detersivo piatti ma oggi ho voluto regalarvi la mia preferita.

E voi cosa usate per le pulizie di casa? Siamo curiose di scoprirlo.

Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #1

Risparmiare è un concetto molto vasto e per me non è sinonimo di ” tirchieria” ma, al contrario di rispetto.

Rispetto per il mio lavoro, il mio tempo ma soprattutto per l’ambiente in cui vivo e che voglio lasciare a mio figlio.

“Ognuno di noi puo’ essere la goccia nel mare che fa la differenza”

Per questa ragione uso sempre delle piccole accortezze “risparmiose” che condividerò con voi in questo ed altri post.

Iniziamo con alcuni piccoli suggeriementi che riguardano il make-up e l’igiene personale.

Ad esempio: una discriminante nello scegliere tra due o più prodotti che preferite può essere il tipo di flacone in cui questo è venduto, dato che alcuni si prestano di più ad accortezze “risparmiose” ed altri, invece, senza le dovute accortezze, vi portano ad un maggiore spreco.

Mi spiego meglio. Il tubetto in  plastica, a differenza di quelli con lo stantuffo, si presta meglio a non sprecare perchè una volta “finito” il prodotto possiamo, con delle forbici, tagliare il tubetto e raccogliere dalle pareti tutto il prodotto sino all’ultima goccia, avendone ancora la quantità sufficiente per qualche giorno! Questa accortezza possiamo metterla in pratica per dentifricio, fondotinta, creme  e prodotti “da spremere” di ogni genere.

immagine fondotinta

Mi rendo conto però che, la maggior parte delle aziende di cosmesi usa il vetro per “confezionare” i propri prodotti o che proprio la crema giusta per te è  solo nel flacone di vetro. Come si fa a non sprecare ? No problem. Se possibile, scegliere il prodotto preferito nel vasetto di vetro senza stantuffo, perchè è quello che si presta meglio a raccogliere tutto il contenuto.

Ma se questa scelta non è possibile e bisogna  necessariamente acquistare il flacone con lo stantuffo, si può  “raccogliere” la crema o fondotinta  con uno stecco da gelato, sicuramente il risultato sarà meno soddisfacente, in termini di spreco, ma  in ogni caso sempre meglio che buttare via il fondino, specie se si tratta di prodotti costosetti.fondotinta erogatore

Un’altra accortezza è quella di usare il pennello da fondotinta invece che la spugnetta, si usa meno prodotto con la massima resa. Ricordatevi in ogni caso di lavare frequentemente qualsiasi strumento utilizziate per stendere il fondotinta.

E voi quali tecniche “risparmiose” usate? Fatecelo sapere nei commenti

Organizzazione in Pillole

Organizzazione in Pillole #3: Write it Down!

Usa il tuo cervello per avere nuove idee, non come una banca di pro-memoria delle cose che hai da fare!

Sono certa che è capitato anche a voi. Siete al lavoro e pensate “Devo comprare il latte per domani!“. Scrivete altre due righe della email che dovete completare e di nuovo il pensiero ritorna “Devo comprare il latte per domani“. I colleghi vi chiamano per prendere un caffè e ancora “Ah ragazzi, ricordatemi che quando esco devo comprare il latte per domani“… e così via tutta la giornata, e a quello si aggiungeranno “Devo chiamare Gennaro, poi devo comprare il latte,”… dopo un’ora “Devo ritirare i panni in lavanderia, chiamare Gennaro e comprare il latte“… , sino a che con molta probabilità arrivate a casa senza aver comprato il latte, né chiamato Gennaro e con le camicie ancora in lavanderia! E la storia l’indomani si ripeterà.

Il consiglio è: ANNOTATEVI TUTTO nel momento stesso in cui il pensiero affiora nella vostra testa.

Liberate il cervello da quei pensieri martellanti, materialmente togliendoli dalla testa e mettendoli su un foglio di carta.

Writeitdown

Il vostro cervello non è uno “storage-box” per promemoria e cose da fare, è uno strumento per creare nuove idee, avere nuove intuizioni. Se lo affaticate e tenete impegnato tutto il giorno per tenere a mente la vostra lunghissima lista di cose da fare, state perdendo inutilmente energie e probabilmente non otterrete nemmeno il risultato sperato: ricordare di fare e fare quel che dovete!

Ricordate le Liste di cui abbiamo parlato o semplicemente la In-Box? Ecco la maniera giusta per utilizzarle: annotare al volo e poi smistare nella lista opportuna! Non usate il vostro cervello né come In-Box, né come To Do list!

Ecco cosa accadrà: mentre lavorate pensate “devo comprare il latte“. Lo annotate immediatamente sul post-it e lo mettete sulla dashboard della vostra agenda oppure direttamente nella lista delle cose da comprare sul vostro cellulare. Il vostro cervello è finalmente libero da quel pensiero martellante che non si riproporrà più durante la giornata, perché ormai ve ne siete occupati (per quello che potete fare in quel momento, ossia processare l’informazione a casa manca il latte“, decidendo di comprarlo sulla via di casa e mettendo un promemoria nel luogo dove sicuramente lo vedrete mentre rientrate dal lavoro). Molto più facile a farsi che a dirsi! Ve lo garantisco!

E sapete cosa farà il vostro cervello una volta liberato da questi promemoria martellanti? Inizierà a fare quello che sa fare meglio: fornirvi idee, intuizioni, concentrazione e creatività!

Non solo. Scrivere materialmente qualcosa con carta e penna, aziona e stimola delle aree del cervello che ne migliorano e direzionano l’attenzione. Per farla breve: il cervello si mette in moto a livello inconscio per fare si che quanto avete scritto accada. Funziona sia per comprare il latte, che per comprare una casa! Ma questa è materia di altri post.

Restate sintonizzati! 😉

[fonte immagine: http://www.guidedexpressions.com/martins-thoughts/write-it-down/]