Le Finanze, Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #2: Five euro bill!

Vi sembra di essere già strettissimi con il vostro budget e non vi vengono in mente modi per risparmiare più di quanto non facciate già?

Ecco un trucchetto che vi consentirà di risparmiare delle belle sommette, soprattutto se siete abituati ad utilizzare il contante. Io l’ho appreso da The Financial Diet e Broke Millenial, le mie attuali guru su YouTube in fatto di risparmio, e lo applico costantemente con grandissimi vantaggi per le mie finanze!

Ogni volta che ricevete una banconota intera da 5€ come resto, mettetela via!

Consideratela una specie di “tassa” (5€ bill, appunto!).

Appena arrivate a casa, prelevate quella 5€ che avete ricevuto di resto e mettetela nel barattolino dei risparmi o in una busta separata dal resto. Vedrete che pian pianino racimolerete un bel gruzzoletto, anche se siete già attentissimi e risparmiate il più possibile.

Io personalmente uso “i proventi” della 5€Bill per fronteggiare la famigerata “ultima settimana del mese“. Nello specifico, io tendo ad utilizzare prevalentemente il bancomat, anche per pagamenti di piccolo importo. Da quando applico questo “trucchetto”, prelevo ad inizio mese circa metà del mio budget mensile (dopo i vari accantonamenti, a breve vi dirò meglio del mio sistema, più digitale che fisico) utilizzando il contante per le spese correnti, e accantonando le vaire 5 euro volta per votla! Anzi: faccio in modo di ricevere almeno 5€ di resto, giocando con gli spiccioli o lasciando sugli scaffali roba non strettamente necessaria! 😉

Non vi nascondo che in questo periodo il mio budget è molto ristretto per cui il cuscinetto che si crea di anche solo 20/25 € al mese fanno molto comodo in attesa del successivo accredito di stipendio!

Ma non solo. Potete anche destinare questa tassa ad un progetto più grande come una vacanza oppure l’acquisto di qualcosa che desideravate da tanto o semplicemente per risparmiare qualcosina in più.

Provatela da oggi e ditemi quanto avete accumulato a fine mese! 😉

 

 

Il Tempo, L'Agenda

Planning step-by-step

Riprendiamo le fila della serie sull’uso dell’agenda ed in particulare dell’ultimo post, sul project planning. Oggi vorrei darvi una idea più nel dettaglio di cosa significhi pianificare (planning) in vista del perseguimento di un obiettivo. Ed in particolare il focus sarà sugli obiettivi/progetti personali che possono essere quelli su cui possiamo trovare maggiore difficoltà non avendo nessuno a cui dare conto se non noi stessi! Inoltre per progetti di lavoro, ognuno di noi ha delle guide linea e delle tabelle di marcia dettate dal proprio ambiente lavorativo o dalle regole di esperienza della propria professione, per cui è molto più semplice rispetto al pianificare per se stessi.

Conosciamo già la definizione di “Progetto”: è un obiettivo che richiede più di un’azione per essere completato.

Oggi vediamo come usare l’agenda (o il planner) come strumento per perseguire l’obiettivo, spezzettandolo in tante piccole azioni e traguardi intermedi in modo che il vostro progresso sia misurabile e quantificabile. In particolare la nostra agenda può aiutarci nel risolvere alcuni dei principali problemi che incontriamo quando cerchiamo di perseguire un obbiettivo, come ad esempio la perdita di motivazione o lo scoraggiamento che deriva dal vedere ancora lontana la meta finale.

Step 1: La bucket list:

Da dove partire? Si parte dall’elenco dei propositi per il breve periodo (intendiamo per breve periodo qualsiasi lasso di tempo inferiore ad un anno). Si, magari quella lista di buoni propositi che avete fatto il 1 gennaio. Prendetela, non occorre aspettare l’inizio dell’anno, nè l’inizio del mese o della settimana per cominciare un nuovo progetto.

Facciamo finta che i vostri obiettivi siano questi:obiettivi

Questa è la vostra “bucket list”, qui ci potete mettere di tutto: tutto quello che vi piacerebbe fare, creare, implementarenelle vostre vite.

Regola numero uno: non sentirsi demoralizzati dalla lunga lista di progetti che abbiamo. Si chiama vita!

Step n. 2: la data!

Ora scegliete uno (per cominciare) di questi progetti che volete completare entro l’anno (consiglio: partite da uno semplice, aiuterà a tenervi motivati ed a fare “pratica”!). Dategli una una scadenza (o fissare una data, se preferite), prima di questo passo cruciale, stiamo solo parlando di sogni, lo sapete. 

Step n. 3: Analisi (pre-planning)

Sedetevi un attimo a tavolino e rispondete, per ciascun progetto prescelto, a queste domande. Sembrano sciocche o eccessove, ma in realtà vi aiutano a pianificare, a fare cioè project planning.

Vediamo un esempio concreto.

Obiettivo: Risparmiare 5,000€

  1. Quale è la scadenza che voglio darmi per questo obiettivo?
    (es. entro dicembre…)
  2. Perché è importante per me? Cosa mi motiva?
    (es. per affrontare meglio trasferimento, imprevisti,….)
  3. Posso stabilire delle tappe intermedie per misurare i miei progressi? Quali?
    (es. 500€ al mese)
  4. Di quali risorse ho bisogno per raggiungere l’obiettivo?
    (es. account ebay per vendere roba inutilizzata…, lavoretto extra,…, trovare un coinquilino con cui dividere spese…. )
  5. Della collaborazione di chi ho bisogno?
    (es. il partner/coinquilino, per contenere alcune spese)
  6. Quale è la prima azione che posso compiere?
    (es. aprire un conto corrente dedicato ai risparmi)
  7. Quali sono gli step successivi a questa prima azione?
    (es. creare un budget mensile, cancellare abbonamenti che non utilizzo più, ridurre consumo di …, usare meno l’auto,…)

Sapete cosa si è appena delineato davanti ai vostri occhi: la bozza del vostro project plan.

Step n. 4: Trasferire le informazioni nell’agenda/planner (Planning)

Ora non vi resta che spostare queste belle informazioni nella vostra agenda o planner.

Innanzi tutto, mettete un promemoria per quelli che sono gli obiettivi intermedi (nell’esempio, 500€ al mese da trasferire sul conto dedicato), sulla visuale mensile o sul vostro calendario.

Poi iniziate a stilare la vostra “Project To Do List” attingendo proprio al questionario a cui avete appena risposto:

  • fare ricerche su conto corrente online 0€ costi;
  • aprire conto corrente dedicato,
  • selezionare oggetti da vendere su ebay,
  • creare/riattivare account ebay;
  • mettere in vendita oggetto1, oggetto 2,….
  • disdire rinnovo abbobamento 1, abbonamento 2….
  • analizzare l’estratto conto dell’ultimo anno e creare un budget,
  • chiedere al partner di …., ….,

Man mano che vi accorgete o che emergono nuove cse da fare, annotatele nella stessa To Do List dedicata allo specifico progetto.

Ripetete per gli altri progetti su cui volete concentrarvi di qui ai prossimi mesi.

Si, il project planning richiede tempo! Ma è tutto tempo guadagnato in termini di efficienza ed efficacia delle vostre azioni future.

Ora che avete i vostri Project Plans, siete a buon punto, ma ancora non basta.

Step n. 5: Passare all’azione!

Assicuratevi di fare dei piccoli-grandi passetti costantemente verso il raggiungimento del vostro obiettivo intermedio e poi finale.

Segnatevi sull’agenda la prossima azione da fare non appena ne avete completata una (o prima di completarla, se ancora pendente e non consequenziale all’altra)!

Step n. 6: Revisioni periodiche

Revisionate e aggiornate il vostro piano con cadenza periodica (es. mensile o bisettimanale), monitorate i vostri progressi e, all’occorrenza, ridimensionate la tabella di marcia. Life happen!

Non potete prevedere oggi tutto quello che accadrà da qui a 12 mesi. E’ possibile che accada una spesa improvvisa (o anche una vincita inattesa!!!) per cui occorre ricalibrare gli obiettivi intermedi e/o la scadenza da assegnare al raggiungimento dell’obiettivo finale. Non scoraggiatevi. I piani sono fatti per essere adattati alle contingenze.

Ricordate: (quasi) niente va mai secondo i piani, ma… guai a non avere un piano!

Questa è una somma verità. Conoscere i vostri obiettivi, avere un piano d’azione non significa essere ingabbiati in uno schema, ma sapere quali pedine muovere e riposizionare per far spazio a quello che non avevate previsto.

Potete anche decidere di accantonare un progetto e focalizzarvi su un altro in quel momento più importante/urgente. Quando sarete pronti, riprenderete il vostro piano e ripartirete da lì. Non avete assolutamente perso nè tempo nè risorse!

Più in là scopriremo anche quali sono i metodi più efficaci per portare a termine gli impegni che prendiamo con noi stessi.

Per ora, avete già il vostro bell’esercizio della settimana!

Ciao e a presto!

 

i documenti, L'Agenda, Organizzazione in Pillole

Organizzazione in Pillole #4: color coding

Io non uso moltissimo il color coding, ma lo uso prevalentemente in due modi che vi consiglio caldamente:

Sul mio calendario da scrivania, per sapere con un colpo d’occhio se in un dato giorno è previsto qualcosa (es. compleanni, scadenze pagamenti, appuntamenti con clienti, appuntamenti medici…). I dettagli naturalmente finiscono nell’agenda giornaliera, ma come colpo d’occhio è un ottimo riepilogo/promemoria:

 

 

E sul bordi pagina del mio Bullet Journal, per poter avere una “scorciatoia visiva” del contenuto di alcune pagine che potrebbero essermi utili in futuro (come liste, citazioni, idee per progetti, ecc.)

 

 

In pratica, ho creato una legenda all’inizio del BuJo, assegnando ad ogni colore una categoria (come vedete non le ho ancora usate tutte). Poi nelle pagine in cui ci sono informazioni che mi serviranno in futuro, inserisco il bollino nella medesima posizione corrispondente al colore nella prima pagina.
In questa maniera tutti i bollini dello stesso colore/categoria sono allineati facilitandone l’individuazione mentre si scorrono le pagine. Non solo: è possibile che una pagina contenga informazioni che ricadono in più categorie: in questo caso ogni bollino non andrà a sovrapporsi agli altri.

* * *

I bollini colorati che vedete in foto io li trovo facilmente nel negozio di cineserie sotto casa, 6 fogli di bollini in 9 colori a meno di un euro! Ce ne sono di vari tipi e misure, io preferisco questi piccolini, in modo che sul mio calendario, eventualmente, posa metterne più di uno in ogni casella senza difficoltà. Bonus: ci gioca pure mia figlia che adora gli stickers!

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E voi? come aiutate il vostro cervello a reperire le informazioni importanti? Fatecelo sapere nei commenti!

il guardaroba

Ma che capsula è il guardaroba capsula?

Che cosa è, perché dovrei farlo? E’ utile? Mi serve davvero sto sistema del guardaroba capsula di cui tutti parlano? Io mi sono fatta queste domande per mesi, ogni volta che nei feed spuntava fuori un nuovo video o un nuovo articolo sul guardaroba capsula. Scommetto che molte di voi se le stanno ancora ponendo!

E se vi dicessi che con ogni probabilità, magari senza saperlo, già avete applicato o state applicando questo metodo per grandi linee?

Partiamo dalla definizione che ne darei io:

Il Capsule Wardrobe è un metodo di organizzazione del guardaroba, di matrice minimalista, in base al quale è possibile ridurre il guardaroba ad un numero limitato di capi che siano tutti combinabili tra di loro. Questa selezione può variare ed essere aggiornata periodicamente.

L’utilità che se ne ricava? Si risparmia tempo (e stress) nel vestirsi ogni mattina. Bonus: si spende in maniera più oculata e ragionata quando si acquistano nuovi capi.

Per rigore di informazione, debbo dirvi anche, che secondo le teoretiche minimaliste più rigorose, i suddetti “pochi capi” sarebbero 33 da utilizzare per un periodo di 3 mesi (da qui anche il nome 333 wardrobe project). Non contano gli indumenti intimi, ma si contano gli accessori.

Tuttavia, nulla vi vieta di scegliere, ad esempio, 10 “pezzi” da usare e alternare per 10/20 giorni. Anzi, questa opzione è un modo carino ed intelligente per pensare in anticipo ai possibili outfit da utilizzare in un breve periodo (2/3 settimane). Inoltre, questo sistema dei “10 pezzi” è anche utile semplicemente per approcciarsi a questo sistema, testarlo, vedere se ne ricavate beneficio e… se gli altri attorno a voi notano che state alternando solo 10 capi! (scommetto di no!).

Come ho detto sopra, il concetto del guardaroba capsula lo state già applicando senza nemmeno saperlo, in particolare se vi (siete) trovate in una di queste situazioni:

  • avete da poco cominciato o comincerete a breve un nuovo lavoro per cui è previsto un certo dress-code;
  • dovete partire per un viaggio di una settimana o più e porterete con voi solo una valigia piccola;
  • gira e rigira indossate sempre gli stessi due jeans/pantaloni e qualche maglia (anche se nel vostro armadio c’è parecchio di più);
  • avete dei bambini che crescono come funghi;
  • siete Tarzan e vi siete appena trasferiti in citta!!!

Detto in poche parole, il guardaroba capsula, non è niente di più, niente di meno che assicurarvi con pochi capi quei “5/7 cambi” necessari per uscire ed andare a lavorare/scuola tra una lavatrice e l’altra, ma… reso molto più funzionale. Come? Rendendo abbinabili tra di loro tutti i top (parti alte) e tutti i bottom (parti basse).

In soldoni, invece di avere un armadio pieno di roba che non mettete o che non sapete come abbinare (=perdita di tempo ogni mattina), dovete cercare di avere (a) “pochi” capi, (b) tutti della vostra taglia attuale (c) tutti utilizzabili nella stagione in corso (o nel periodo prescelto); (d) tutti  [tendenzialmente] combinabili tra di loro.

a) Pochi capi. Per esempio: 3 camicie, 2 top, 2 cardigan e una giacca professionale (Top); tre pantaloni, due gonne, un tubino (Bottom). A questo abbinate due paia di scarpe, il cappotto/soprabito e qualche accessorio. Il tutto a rotazione ogni 10/30/60/90 giorni. Decidete voi!

b) tutti della vostra taglia attuale/che indossate abitualmente: non occorrono altre spiegazioni, ed in ogni caso vi rinvio ai post precedenti per ulteriori consigli su come fare a individuare e liberarvi delle cose che non utilizzate.

c) tutti della stagione corrente. A prescidere dal fatto che vogliate far ruotare il vostro guardaroba capsula ogni 3 mesi o meno, il senso è togliere di mezzo (o dai ripiani centrali) ciò che è certamente fuori stagione, sorattutto se avete un armadio piccolo.

d) combinabili tra loro: la chiave di tutto. Significa che tutte le parti basse si combinano con tutte le parti alte, dando vita ad un numero molto più alto di combinazioni rispetto ad avere una camicetta che potette indossare solo con una certa gonna, per via dei colori, taglio, fantasia… ecc…

 In questa maniera gli outfit possibili aumentano esponenzialmente, e potete scegliere anche a casaccio un top e un bottom, certe che non sbaglierete l’accostamento (purché abbiate scelto a monte i colori giusti! leggi qui).

Nella immagine sotto potete avere una idea di cosa significhi combinare tra di loro pochi capi, ottenendo outfit nient’affatto monotoni. Continue reading “Ma che capsula è il guardaroba capsula?”

il guardaroba

Comporre il guardaroba perfetto #3: Individuare la vostra color palette

Questo post non è prettamente di tipo “organizzativo” ma rappresenta un passaggio cruciale per avere un guardaroba che amate e che sia anche facile e piacevole da organizzare. Il post, per quanto lunghetto, non è esaustivo, chi lo vorrà potrà approfondire il tema. Bonus: ci sono un paio di test da fare e le mie bacheche Pinterest da esplorare!
La prossima fermata in questo excursus sulla organizzazione del guardaroba, una volta individuati i vostri colori, sarà il “Guardaroba Capsula”.

* * *

Partiamo con una semplice e sconvolgente verità che dovete tenere sempre a mente quando si tratta di colori, siano essi i colori dei vostri indumenti, del vostro trucco o dei muri della vostra casa:

Non tutti i colori vi si addicono.

Corollario 1: nel vostro guardroba non devono per forza esserci tutti i colori dello spettro cromatico.

Sai che scoperta! Esclamerà qualcuno. Aggiungo un altro corollario:

Corollario 2: E’ possibile che il/un vostro colore preferito, non vi stia bene (non nella tonalità che pensate, almeno).

E’ probabile che voi sappiate già quali sono i colori che vi stanno bene, e quali proprio no, e già dirigiate i vostri acquisti in questo senso. Vi invito comunque alla lettura del post. Chissà, potremmo scambiarci a vicenda altra conoscenza! Se, invece, ancora faticate a capire quali colori sono giusti per voi, non vi spiegate come mai nonostante il vostro bel viso o il vostro bel fisico, alcuni vestiti/trucchi proprio non vi donano, cercherò di darvi qualche indicazione, spiegandovi come ci sono arrivata io a capire quali fossero i miei colori.

Mettiamo il caso che come me non siate delle persone molto attente alla moda in genere, e decidiate di elevare il vostro guardaroba, seguendo un po’ di blog o di canali YT sul tema (sperando che scegliate quelli più consoni al dress code del vostro lavoro!). L’esplosione di fashion blogger e vlogger (le cosidette influencer) ha indotto negli anni me (e forse molte di voi) nell’erronea convinzione che occorra avere tutto, di ogni colore per poter variare il proprio stile ed essere sempre pronte a qualsiasi occasione sociale, lavorativa, di svago. Per non parlare della miriade di tutorial sul make up e l’innumerevole quantità e qualità di varianti di ombretti, blush, gloss, in giro per i negozi, specializzati e non.

Non c’è niente di più sbagliato che usare nel vestirsi TUTTI TUTTISSIMI i colori. Ciò ha grossissimo impatto negativo non solo sul portafoglio, ma anche sull’ordine nel vostro armadio, in cui, così facendo, finirete con l’accumulare roba che non indosserete (con piacere).

Che non ci occorrono tutti-tutti i tipi di indumenti lo scopriamo ben presto, con un po’ di occhio critico, riconoscendo subito che alcuni modelli ci calzano meglio/peggio di altri.

Ma con i colori… è tutta un’altra storia, sembra quasi che si debba andare obbligatoriamente per tentativi, o peggio, sembra che dopo aver appurato che il tal modello ci sta bene, dobbiamo comprarne uno per colore, specie se la commessa del negozio è stata addestrata a “vendere ad ogni costo” e non a “vendere il prodotto adatto nel colore adatto” alla cliente. Peggio ancora se quel colore, proprio quello sbagliato per voi, è il must have della stagione. Ovviamente le novità così come i colori vanno provati almeno una volta (in negozio!), ma conoscere i propri colori aiuta molto a prevenire e limitare al massimo gli acquisti sbagliati.

Dopo aver letto questo post (e mi auguro aver capito i vostri colori) dire di no al capo/rossetto del colore sbagliato (si, anche a quel must have della stagione) sarà moooolto più facile la prossima volta. Non solo, individuerete semplicemente con una veloce occhiata se un certo negozio ha indumenti nei vostri colori perché catalizzeranno immediatamente la vostra attenzione.

Seguitemi allora in questo interessante percorso in tre step:

Primo step: Abbracciate l’idea che i colori che vi stanno bene sono un numero limitato.

Può sembrare una delusione, ma a conti fatti è una grossa liberazione e semplificazione: potrete ridurre la vostra scelta ad un numero ristretto di colori (più di quanti immaginate, comunque) e non dovrete più “scegliere” in mezzo ad una gamma pressocché infinita, ritrovandovi ogni mattina a guardare un armadio pieno di vestiti (e colori) con niente (o molto poco) che vi stia bene.

A dispetto dello spettro cromatico presente nel nostro armadio, tutte noi, sotto-sotto possediamo la consapevolezza di quali colori ci rendano maggiore (o nessuna) giustizia. Solo che talvolta, in nome della moda, non le diamo ascolto. Invece quella consapevolezza ci sta già fornendo diversi indizi sulla nostra palette ideale.

Chiudete gli occhi , e cercate di riportare alla memoria quelle volte in cui avete potuto proferire frasi del tipo: “e no, io questo colore non lo posso indossare, mi sbatte/mi fa sembrare malata, sembrare pallida, addosso a me sembra un pigiama….Che colore era? Nel mio caso erano il giallo (e tutte le sue declinazioni), il verde chiaro (e tutte le sue declinazioni), l’arancione e quasi tutti i colori pastello.
In più c’è un colore in particolare che non posso proprio indossare, nemmeno sotto forma di accessorio perché… mi fa sentire povera (invero, non mi dona, ma quello della povertà e disperazione è il mood che mi trasmette), quel colore è il marrone, in quasi tutte le sue varianti. A parte qualche accessorio, nemmeno la fase “tutto in ogni colore” è riuscita a farmi abbattere questo muro. Stesso dicasi per i gioielli in oro giallo.

Se vi va, vale anche fare l’esercizio inverso, ossia pensare ad un outfit che avete indossato un giorno e che vi ha fatto raccogliere milioni di complimenti, anche se non ve li aspettavate! E’ probabile che stavate indossando i vostri colori perfetti che vi facevano apparire al top anche senza trucco e/o con poche ore di sonno alle spalle.

Secondo step: Individuate il vostro sotto-tono di pelle.

Se siete state recentemente guidate con criterio nella scelta del vostro fondotinta, è probabile che lo sappiate già quale è il vostro sotto-tono, se caldo (giallo) o freddo (rosa/blu), oppure neutro. Online ci sono miriadi di test per scoprirlo. Ad esempio potete farlo cliccando su questo link oppure  quest’altro.

Il sotto-tono è, per così dire, la sfumatura di colore che permea la vostra pelle, qualsiasi sia il suo colore primario (bianca, rosea, nera, asiatica…) e soprattutto indipendentemente dal colore primario (=sia le persone scure di carnagione che quelle chiare, possono avere l’uno o l’altro sottotono). Tendenzialmente avete un sotto-tono rosa (o blu, o freddo) se vi sta meglio l’argento rispetto all’oro, se vi sta meglio il bianco addosso rispetto al giallo. Avete un sotto-tono caldo (o giallo) nel caso inverso. Neutro se non cogliete sostanziale differenza. In pratica, la luce che questi colori riflettono sulla vostra pelle, la fanno apparire più luminosa (colori adatti al vostro sottotono) oppure slavata (colori non adatti).

Ma se siete donne, sapete bene che di ogni colore esistono milioni di sfumature, e che non tutti i rossetti rossi che avete indossato vi hanno fatto sentire una femme fatale come speravate!
Si fa presto a dire “vi sta bene il bianco/rosso/blu” la domanda è quale punto di bianco? quale punto di rosso o di blu… questo lo capirete con il terzo step, subito dopo questa bella carrellata di colori! Continue reading “Comporre il guardaroba perfetto #3: Individuare la vostra color palette”

Organizzazione in Pillole

Organizzazione in pillole #4: Fatto è meglio che Perfetto

Fatto è meglio che perfetto!

Ecco uno dei mantra che tengo stampati sul monitor del mio PC come promemoria per la vita.

Tendo ad essere una perfezionista, non mi accontento del “Good is Good Enough” e questa tendenza ha due principali effetti: uno positivo ed uno negativo:

Quello positivo è che anche una cosa “arrangiata” secondo i miei canoni tendenti al perfezionismo, risulta essere di qualità superiore alla media.

Quello negativo è che questa tendenza al “perfetto” blocca l’azione, perché mi ritrovo con progetti non portati a termine perché al momento non hogli strumenti, il tempo, le risorse necessarie per ottenere il risultato “perfetto” che vorrei.

Se anche voi siete affetti da perfezionismo, ricordate sempre a voi stessi che rincorrere la perfezione il più delle volte genera uno stato di immobilità o di non-azione. Immobilità perché non consente il miglioramento (se sei già perfetto… che vuoi migliorare ancora!!!); non-azione perché, come detto sopra, spesso si è portati a non completare i propri progetti perché il risultato che otterremmo sarebbe “imperfetto”, non all’altezza delle nostre alte aspettative e quindi non gradito. Ma, tenete sempre a mente l’effetto positivo del vostro perfezionismo: il vostro risultato sarà comunque superiore alla media, sono i vostri standard che sono molto alti!

Lungi da me esortarvi a fare le cose in maniera raffazzonata e negligente, al solo scopo di mettere una spunta sulla lista delle cose da fare. Non è questo il punto. Il punto è non inseguire la perfezione se questa vi porta ad uno stato di non azione.

In questo senso Fatto (bene) è meglio che Perfetto; fatto bene va abbastanza bene (Good is Good Enough). Se si avrà tempo successivamente si limerà il risultato ottenuto, ma intanto almeno si è fatto un passo in avanti.

Fuor di metafora. Vorreste fare più sport: la perfezione è in palestra tre volte a settimana tutte le 52 settimane dell’anno, con la vostra istruttrice preferita.
Bene abbastanza è camminare anche solo 20 min al giorno la maggior parte dei giorni della settimana. E’ molto meglio di non fare nulla perché la palestra più vicina non ha orari compatibili con i vostri!

Oppure, avete chiesto a vostro marito di caricare la lavastoviglie, ma non è stato preciso quanto lo sareste state voi nel disporre i piatti, o riporre quelli puliti. Good is good enough! L’ha fatto e va bene anche se l’esecuzione non è perfetta. Accettate il fatto che nel delegare qualcosa gli altri la facciano diversamente da come la fate voi!

Volete dedicare maggiore tempo alla cura del corpo o della pelle. La perfezione sarebbe l’estetista ogni due settimane o la SPA, il buono abbastanza è mettere la crema idratante almeno una volta al giorno la maggior parte dei giorni della settimana.

Vorreste passare più tempo con le vostre amiche ma il lavoro, la casa, la famiglia vi attanagliano. Prevedete un giorno fisso del mese in cui vedervi/telefonarvi, segnatelo sul calendario, prendete insieme un tea a distanza. Molto meglio di niente. Molto meglio dell’uscita perfetta ma non fatta per inconciliabilità degli impegni.

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