La Casa, le pulizie

I mille e piu’ usi del percarbonato di sodio

Oggi con voi voglio condividere una bella, almeno per me, scoperta: il PERCARBONATO DI SODIO.

Da quando ho scoperto la versatilità di questo prodotto ne sono talmente entusiasta che non solo non ne posso fare a meno ma, non vedo l’ora di condividere  i suoi mille utilizzi. Prima però,  voglio darvi qualche piccola informazione di carattere tecnico in modo da usarlo nel modo più consapevole possibile.

Parto subito con il chiarire che, il percarbonato non esiste in natura, ma è prodotto in laboratorio e a differenza di altri ” igenizzanti / sbiancanti” NON è impattante per l’ambiente; è una sostanza ossidante, cioè libera ossigeno, esattamente come l’acqua ossigenata con cui condivide le stesse proprietà ma, non si attiva nello stesso modo in quanto si presenta in polvere.  Per attivarsi, cioè per liberare ossigeno ed essere efficace, ha bisogno di una temperatura di almeno 40° se contiene TAED ( Tetra acetyl Ethylene ossia l’attivatore del percarborato), altrimenti ci vogliono temperature più alte,almeno, 50°.

Tranquilli,  non avete bisogno di una laurea in chimica per capire a quanti gradi usarlo…. è sufficiente leggere sulla confezione la temperatura giusta. Dopo questa piccola panoramica “tecnica” passiamo a vedere per cosa lo possiamo utilizzare.

Le sue proprietà igenizzanti, sbiancanti e sgrassanti  lo rendono un ottimo alleato per il bucato e le stoviglie sia a  mano che in lavastoviglie, ma anche per la pulizia periodica di questi due elettrodomestici.

Utilizzo in lavatrice

In lavatrice lo consiglio vivamente  come unico e solo additivo da aggiungere al normale detersivo perchè sbianca, igenizza e sgrassa in maniera sublime a basse temperature. Grazie al percarbonato i vostri bianchi potete lavarli a 60° gradi e non solo avrete un bucato impeccabile ma avrete anche dato una mano all’ ambiente evitando il dannoso, anche per le guarnizioni della lavatrice, lavaggio a 90° . Io lo utilizzo tranquillamente  per i colorati chiari ( lenzuola, asciugamani ecc…) sia se faccio il lavaggio a 40° che a 60°, per i tovagliati della cucina è una mano santa. Per i capi scuri invece lo utilizzo con molta parsimonia in quanto tende a farli  leggermente scolorire,  ma valuto volta per volta…. ad esempio se mio figlio si è rotolato sul prato e non aveva l’abito da cerimonia ovviamente ne aggiungo un pò al lavaggio.

Mi raccomando MAI usare sui delicati ( lana, seta…)

Vi faccio una piccola confidenza… il percarbonato è uno dei componenti di molti detersivi  anche del famosissimo igenizzante in polvere  “N….” ma nel celeberrimo igenizzante ne trovate una piccola percentuale, il resto sono sostanze non propriamente salutari nè per l’ambiente, nè per la nostra pelle e nè per il nostro portafogli visto il costo del prodotto!

Oltre ad utilizzarlo come additivo possiamo usarlo come “cura lavatrice” con 30gr di percarbonato ed un ciclo a 60° da 1h a vuoto abbiamo pulito, igenizzato e tolto quei residui che putrefacendosi fanno puzzare la lavatrice.

A breve scriverò un post sulla cura e mantenimento di lavatrice e lavastoviglie così darò risposta a tutte le vostre domande… stay tuned.

Utilizzo per lavare i piatti

In lavastoviglie non c’è molto da fare è sufficiente mettere la quantità consigliata nell’apposita vaschetta e seguire le indicazioni del produttore  ed avviare il lavaggio.

A mano invece qualche piccolo suggerimento di utilizzo devo darlo.

Innanzitutto MAI usarlo a mani nude, usare sempre i guanti .

Mettere nella vasca dove lavate i piatti un cucchiaio di prodotto,  NON aggiungete altro ma, sopratutto affinchè il prodotto si attivi e sia efficace è necessaria acqua moooolto calda, io la faccio sul gas e sono sicura che il prodotto si attiva nel migliore dei modi.

Non fa schiuma ma sgrassa, vetro, ceramica, acciaio, plastica….. e SILICONE meravigliosamente. 

Ebbene si, se volete gli stampi o pentole in silicone perfettamente sgrassati, senza odori e che non rilascino più quella odiosa patina grassa DOVETE usare il percarbonato con acqua molto calda e null’altro, sciacquare bene e finalmente il problema silicone in cucina è risolto.

E’ ottimo anche per lavare bottiglie o contenitori in vetro di olio, senza molta fatica e con un pò di acqua caldissima il contenitore dell’olio sarà bello che sgrassato.

Potete usarlo tranquillamente anche sull’acciaio MA non lucida, pulisce solo.

Dove trovarlo

Il percarbonato puro si trova nei negozi specializzati ad esempio Naturasì o negozi a marchio specifico come “Officina naturae” oppure sui siti internet specializzati e non, anche su amazon lo trovate tranquillamente.

Personalmente uso il percarbonato  PURO  dacchè lo uso sia in cucina che per il bucato. Attualmente sto usando quello della Greenatural ( a dx) ma preferisco quello di Officine naturae e di solito compro da amzon o macrolibarsi.

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(Immagini prese dal web)

Tuttavia non disperate anche i supermercati hanno qualcosa di valido, ad esempio Eurospin per il bucato propone un buon additivo a base di percarbonato  a prezzo molto contenuto.

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Oppure, in qualsiasi supermercato potete trovare il carbonato di sodio ( soda solvay), a cui manca la molecola di acqua ossigenata che lo rende percarbonato, a prezzi contenutissimi e con una buona prestazione. Personalmente, il percarbonato per il bucato lo preferisco di gran lunga al carbonato ( soda solvay).

 

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Qualche precisazione utile

Con il percarbonato non è possibile, a differenza dell’acido citrico o bicarbonato, creare degli spruzzini con il prodotto diluito, il motivo è semplice. Il nostro percarbonato per attivarsi ha bisogno di acqua calda.

Per quanto riguarda l’acqua ossigenata, o come lo chiamano i chimici il perossido d’idrogeno, mi corre l’obbligo di dare qualche informazione. L’acqua ossigenata, proprio quella che si usa per le ferite, è il prodotto più versatile ed ecologico che abbiamo a disposizione, sia come sbiancante che come igenizzante ma, queste sue proprietà si manifestano solo se usiamo quella a 130 volumi debitamente diluita e maneggiata con molta attenzione in quanto in queste concentrazioni è moooooooolto irritante e pericolosa. Tuttavia se qualcuno  di voi volesse cimentarsi nella creazione di  “pozioni” a base di questa sostanza può consultare il sito Mamma Chimica dove si trovano delle fantastiche ricette eco-logiche e tutti i suggerimenti per sfruttare al meglio le ” combinazioni” giuste che la natura ci offre.

ATTENZIONE a non  confondere il percarbonato di sodio con il perborato di sodio, quest’ultimo è stato tolto dal mercato a seguito di molti studi che hanno dimostrato la PERICOLOSITA’ dei derivati del boro, come appunto il PERBORATO di sodio.

Mi auguro di aver dato delle utili ed esaustive informazioni su questo prodotto dai mille usi e qualche strumento in più per una scelta consapevole dei nostri alleati nelle pulizie quotidiane.

E voi quale alleato avete per il bucato e le stoviglie? Aspetto le vostre esperienze e suggerimenti.

A presto!

 

La Casa, le pulizie

Come pulire i pavimenti

Come promesso eccomi pronta a a darvi qualche suggerimento ecologico, economico ed …organizzato per la pulizia dei pavimenti.

Le “ricette” per l’ auto-produzione casalinga del detersivo  pavimenti le trovate a fine post, invece se avete voglia di sapere come ho reso più rapida e meno noiosa questa incombenza continuate a leggere.

Partiamo da principio e cioè ” lo spazzare”, e lo sò è noioso, ma dobbiamo farlo  se vogliamo avere dei pavimenti puliti. Vediamo insieme  quanto ma sopratutto con cosa spazzare. Sicuramente, i pavimenti vanno spazzati frequentemente sopratutto se si hanno figli piccoli e amici pelosetti . Personalmente spazzo ovunque tutti i giorni e in cucina ogni fine pasto principale ( pranzo e cena). Il motivo di questa routine dipende da due fattori principali  mio figlio di 4 anni  che è perennemente “buttato” a terra a giocare e l’ordine che ne deriva dopo aver spazzato. I miei personalissimi alleati per questo mestiere sono:  aspirapolvere , uso un  Bosch di fascia medio\bassa di prezzo, che ha sostituito egregiamente  il più famoso folletto e la scopa in silicone della “super five” che ha di prepotenza affossato la vecchia scopa a setole. Sono due “amici” che adoro, come del resto il rotomop e  scopa a vapore, perchè mi rendono meno “pesante” e più rapida questa incombenza .

scopa silicone

Il mio consiglio a tal proposito è: cercate di trovare l’alleato giusto che vi farà se non amare, almeno, vi renderà meno pesante questo mestiere di casa.

Vediamo insieme come procedere per ottimizzare i tempi.

Fondamentale per sprecare meno tempo possibile è sgombrare i pavimenti , quindi togliere tutto ciò che intralcia il passaggio dell’aspirapolvere\ scopa con setole o silicone\ robottino rotante, comprese le sedie, con queste è presto fatto o le mettete sul tavolo con la seduta rivolta sul piano del tavolo o, come faccio io,  impilatele. Dopo di che spazziamo con il nostro alleato preferito. Il tempo stimato, orologio alla mano, per una casa di 80mq  usando “mezzi elettrici ” è di circa 5 minuti, con il sistema della nonna ( scopa a stole) un pò di più.

Dopo aver spazzato, cerchiamo di farlo almeno un paio di volte a settimana è necessario lavare ” a terra”. Immagino che, il pensiero di prendere secchio, spazzolone, straccio, detersivo e guanti non vi entusiasma. Tranquille nemmeno a me! Per questo motivo  6 anni fa ho appeso o meglio buttato spazzolone e straccio e mi sono convertita prima al rotomop e poco dopo alla scopa a vapore. Da quel giorno, ogni volta che lavo i pavimenti ringrazio e benedico Loro…  i geni che hanno inventato questi due magici attrezzi! Ogni casalinga folgorata sulla strada del mocio rotante e del vapore ha parole d’affetto per voi!

 ” We love you!!!! “

Tuttavia devo ammetterlo, tra le i due preferisco la scopa a vapore. La mia adorata, in tutto il suo splendore … 

scopa a vapore

Il motivo è semplice: il pavimento si asciuga rapidamente, a volte non apro nemmeno le finestre; con 300 ml di acqua lavo i pavimenti di casa, circa 80 mq; disinfetto realmente, con il vapore a 120° nessun germe sopravvive e le fughe restano linde; occupa poco spazio; i panni li lavo in lavatrice a 40° da 6 anni e sono come il primo giorno; NON uso detersivo, tasche e ambiente ringraziano; ma soprattutto tempo stimato, orologio alla mano per i miei soliti 80 mq, è di circa 6\7 minuti compreso il tempo per riscaldare l’acqua. Non vi sembra fantastico ? in circa 10 minuti abbiamo igenizzato i pavimenti di casa.

Ammettetelo, vi siete incuriosite e lei  vi sta facendo gola più di un barattolo di nutella prima del ciclo? Brave !!!! Siete il mio orgoglio, ma ATTENZIONE devo riportarvi alla dura realtà, la mia adorata non è per tutti i tipi di pavimento… ahimè! Va benissimo su tutte le pietre meno, molto meno, sul legno; infatti se avete il parquet in legno desistete,  sul parquet lamellare ( quello finto per intenderci) nessun problema. Ovviamente però, se avete il pavimento in marmo e lo amate  mooolto lucido con la scopa a vapore non otterrete il risultato sperato, anzi.  Una piccola accortezza di utilizzo, l’esperienza insegna, quando state pulendo con la scopa a vapore cercate di passare molto rapidamente vicino i mobili di legno, a lungo andare potreste rischiare di rovinarli.

rotomop ok

Ed ora passiamo a lui, il mio primo amore, il rotomop  o meglio il mocio con la testina rotante e in microfibra. L’ ho desiderato ardentemente  perchè fin da subito ne ho capite le potenzialità, sebbene adesso per motivi di tempo lo utilizzo meno. Il mocio con la testina rotante è adorabile perchè: la micro fibra asciuga molto bene il pavimento; non c’è bisogno di mettere le mani nell’acqua sporca, quindi non si usano guanti; grazie al pedale o all’asta, a seconda dei modelli, strizziamo le frange senza sforzare schiena e polsi; le testine sono lavabili in lavatrice a 40° e quindi per un annetto si riesce a mantenere sempre la stessa, oltre non si può andare perchè perdono in qualità.

Tuttavia, richiede l’utilizzo dei detersivi – mi raccomando cercate sempre quelli meno impattanti per l’ambiente, di solito uso  il winnis’ o il detergente all’ossigeno attivo della offinicina naturè, oppure quello hand made- ; si impiega più tempo per lavare tutta la superficie, ho calcolato che per i miei 80 mq ho bisogno di 30 minuti circa; bisogna smaltire l’acqua sporca e ogni volta che si mette acqua pulita ne servono circa 5 lt, esattamente come quando si usa il sistema della nonna ( spazzolone e straccio per pavimenti).

Dopo questa panoramica sulla pulizia dei pavimenti, che spero essere stata esaustiva ed utile, passo molto volentieri a darvi qualche “ricettina” eco-logica.

Una cosa importate da dire è che, gli ingredienti non sono giusti per tutti i pavimenti, quindi fondamentale è conoscere il proprio pavimento per poter scegliere quale detersivo auto-produrre.

Partiamo dai pavimenti di marmo, granito, pietra. Per la pulizia di questi materiali gli ingredienti sono:

  • 3 lt di acqua calda ( vi ho già detto nel precedente post che l’acqua calda aumenta l’efficacia delle nostre “pozioni”) in cui scioglierete
  • 3 cucchiaini di bicarbonato a cui aggiungere
  • 5 cucchiai di alcol denaturato ( quello rosa per intenderci)
  • 1 bel cucchiaio di sapone di marsiglia grattugiato.

Amalgamate bene gli ingredienti, soprattutto abbiate l’accortezza di far sciogliere bene le scaglie del sapone, e procedete a lavare normalmente.

Piccolo suggerimento: il marsiglia lo grattugio in anticipo e lo conservo nel vasetti di vetro, ovviamente di riciclo, meglio in  un luogo asciutto così non perdo tempo quando mi serve.

Per i pavimenti in gres, ceramica, cemento ( io ho un bel gres lucido),  porosi e laminato gli ingredienti sono:

  • 3 lt di acqua calda, sempre per i motivi già detti, a cui aggiungerete
  • 5 cucchiai di aceto, io uso quello di mele ma anche quello bianco va bene, a cui aggiungerete
  • 5 cucchiai di alcol denaturato ( vedi sopra) e
  • 1 cucchiaio di sapone di masiglia
  • facoltativi gli oli essenziali, personalmente on gli aggiungo.

Amalgamare molto bene e procedere con il lavaggio provare per credere, il mio gres viene una meraviglia.

Per legno e parquet

  • 3 lt di acqua tiepida o fredda
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di marsiglia
  • 1 cucchiaio di olio di lino bianco almeno una volta al mese per reidratare il legno.

Come vi ho già detto, nel precedente post ,non sono un chimico e, la mia fonte di ispirazione per queste ricette sono vari blog e siti che trattano l’argomento. La “pozione”per pulire i miei pavimenti  e quelle suggerite le ho prese da http://www.hellogreen.it.

E voi, miei adorati, che routine seguite per la pulizia dei pavimenti, che detergenti usate? Aspetto i vostri commenti.

 

 

 

La Casa, Organizzazione in Pillole

Auto-produciamo…. detersivi

Oggi MaGa’ vi insegna a pulire bagno e piatti in modo super ecologico ed economico!

* * *

Per chi ha fretta o vuole andare dritto al punto: le ricette dei detersivi da auotprodurre le trovate in basso, in chiusura del post. Per tutti gli altri, prima vorrei darvi un po’ di background e qualche informazione in più sul perché ho deciso di autoprodurre i detersivi.

Una amica un giorno mi ha chiesto come mai “perdessi” tempo a fare  i detersivi in casa invece che comprarli.

Suppongo che la stessa domanda venga spontanea a chiunque non abbia questa “passione”.

Innanzitutto, come ho già detto nel precedente post, ho qualche tendenza ecologista nel senso che, nel mio piccolo, cerco di avere dei comportamenti il meno possibile impattanti per l’ambiente, e autoprodurre i detersivi mi consente di risparmiare soldini, produrre meno rifiuti, riutilizzare i contenitori vuoti e non usare i guanti di gomma che sicuramente non sono riciclabili.

Bonus: creare “miscugli” mi diverte da matti.

Non è una perdita di tempo perchè il tempo “speso” in auto produzione ritorna in termini di salubrità del pianeta. Se uso il detersivo per i piatti fatto in casa sicuramente  inquinerò meno rispetto a quando uso quello già pronto.

Ma, capiamo  insieme cosa possiamo “ri-produrre” nella versione ecologica.

In linea di principio qualsiasi detergente e prodotto per l’igiene casa/ persona che si trova in commercio è riproducibile.

Personalmente, però, non “ri-faccio” tutto in quanto non sono un chimico, a tal proposito è giusto essere chiare, anche i prodotti naturali non possono essere miscelati tra di loro a casaccio, esattamente come le sostanze chimiche.

Per questa ragione nei miei “intrugli” uso elementi  che tra  loro si sposano bene e non creano reazioni indesiderate ( questo l’ ho imparato  partecipando a corsi di auto produzione tenuti da persone esperte e seguendo canali youtube o blog ad hoc. Ad esempio uno dei miei blog preferiti sull’argomento è quello di Lucia Cuffaro : http://www.autoproduciamo.it).

La dotazione di partenza non è nè costosa  nè difficile da reperire, al contrario quasi tutto il necessario lo troviamo in dispensa o in bagno! Il mio kit di base è composto da:

  • sapone di marsiglia,
  • acido citrico,
  • sale,
  • limone,
  • aceto
  • e… acqua!

In più occorrono: olii essenziali (facoltativi), qualche spruzzino vuoto, un frullatore ad immersione e i versatilissimi panni in microfibra.

I detersivi che più di frequente autoproduco (e di cui presto condividerò con voi le ricette) sono:

  • detersivo per pulire il bagno (in basso la ricetta)
  • detersivo piatti\lavastoviglie (in basso la ricetta)
  • detersivo per lavatrice (presto altre info)
  • detersivo per i pavimenti (presto altre info)

E dopo tanto leggere passiamo all’azione.

Per la pulizia del bagno  servono solo :

  • Un panetto di sapone di marsiglia esattamente quello che si usa per il bucato.
  • Uno spruzzino che avrete riempito con metà acqua demineralizzata ( quella che si usa per il ferro per intenderci) e metà aceto io preferisco usare quello di mele perchè ha un odore meno pungente ma va bene anche l’aceto bianco ( non è necessario comprare l’aceto “famoso” va benissimo anche quello che si trova nei discount). Questa miscela serve per contrastare il calcare e la “patina” opaca che creerebbe l’olio presente nel sapone di marsiglia.
  • Un buon panno in microfibra.

Vediamo come procedere.

  1. Dopo aver bagnato sotto il rubinetto il panno in micro fibra ed averlo strizzato poco  bisogna passarlo sul panetto di sapone di marsiglia fino ad insaponarlo.
  2.  Quando il panno è bello insaponato potete spruzzarci sopra la miscela di acqua e aceto oppure decidere di spruzzare la miscela direttamente sulla superficie da lavare, io preferisco questa seconda opzione.
  3. Passare il panno,  tutto insaponato, sulla superficie da lavare e risciacquare. Et voilà….
  4. Il bagno è pulito, igienizzato, profumato ma soprattutto non abbiamo speso più di 0,02 centesimi di euro, non abbiamo inquinato e le nostre mani non hanno avuto aggressioni chimiche.

Per il detersivo piatti/lavastoviglie invece abbiamo bisogno di:

  • 3 limoni di media grandezza a cui toglieremo i semi e che faremo a pezzettini piccoli, più piccoli sono meglio è.
  • 300 ml di acqua
  • 200 ml di aceto bianco
  • 200 gr di sale, meglio se fino
  • una pentola per cucinare il composto. Qualsiasi pentola va bene tranne pentole in alluminio perchè con il limone diventano verdi.
  • una cucchiaio di legno per rimestare il composto durante la cottura
  • un frullatore meglio se ad immersione.
  • Vasetti di vetro o dispenser .

Come procedere:

  1. Frullare i limoni  precedentemente fatti a pezzi insieme a circa 200 ml di acqua, se stiamo usando il sale grosso aggiungere anche il sale.  Ridurre i limoni il più finemente possibile.
  2. Nella pentola versare la “pappetta” dei limoni e il resto degli ingredienti.
  3. Portare a bollore il composto a fuoco medio, una volta raggiunto il bollore far cucinare a fuoco basso per circa 15 minuti e mescolare  con il cucchiaio di legno per evitare che il composto si attacchi alla pentola. Se l’odore dell’aceto vi da fastidio aprite la finestra.
  4. Quando il composto avrà assunto la consistenza di una crema per dolci sarà pronto. Se ci sono dei grumi si può ripassare con il frullatore ad immersione.
  5. Lasciate raffreddare. Quando il composto sarà freddo mettetelo nei vasetti di vetro, chiudete bene e mettete in frigo si conserverà per circa 2 mesi…. ovviamente sul vasetto avrete avuto cura di apporvi una bella etichetta per ricordarne il contenuto! Ma se per sbaglio lo assaggiate non c’è da preoccuparsi, non è dannoso!

Come usarlo

Se i piatti li lavate a mano è sufficiente una bacinella di acqua abbastanza calda , che ne aumenta il potere sgrassante, in cui scioglierete un paio di cucchiai del nostro composto e all’occorrenza potete aggiungere direttamente sulla spugna, come un normale detersivo. Attenzione però, se siete amanti della schiuma ne resterete deluse non ne fa ma, in compenso però profuma, sgrassa in maniera sublime e non  secca le mani.

Se invece usate la lavastoviglie mettere 3-4 cucchiai di composto nella vaschetta del detersivo, dovete solo avere l’accortezza di aver svuotato la lavastoviglie dal sale e dal brillantante, e far partire il ciclo normale di lavaggio. Non immaginate la sorpresa che ne avrete. Provare per credere!

Ovviamente ci sono altre “ricette” per il detersivo piatti ma oggi ho voluto regalarvi la mia preferita.

E voi cosa usate per le pulizie di casa? Siamo curiose di scoprirlo.

Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #1

Risparmiare è un concetto molto vasto e per me non è sinonimo di ” tirchieria” ma, al contrario di rispetto.

Rispetto per il mio lavoro, il mio tempo ma soprattutto per l’ambiente in cui vivo e che voglio lasciare a mio figlio.

“Ognuno di noi puo’ essere la goccia nel mare che fa la differenza”

Per questa ragione uso sempre delle piccole accortezze “risparmiose” che condividerò con voi in questo ed altri post.

Iniziamo con alcuni piccoli suggeriementi che riguardano il make-up e l’igiene personale.

Ad esempio: una discriminante nello scegliere tra due o più prodotti che preferite può essere il tipo di flacone in cui questo è venduto, dato che alcuni si prestano di più ad accortezze “risparmiose” ed altri, invece, senza le dovute accortezze, vi portano ad un maggiore spreco.

Mi spiego meglio. Il tubetto in  plastica, a differenza di quelli con lo stantuffo, si presta meglio a non sprecare perchè una volta “finito” il prodotto possiamo, con delle forbici, tagliare il tubetto e raccogliere dalle pareti tutto il prodotto sino all’ultima goccia, avendone ancora la quantità sufficiente per qualche giorno! Questa accortezza possiamo metterla in pratica per dentifricio, fondotinta, creme  e prodotti “da spremere” di ogni genere.

immagine fondotinta

Mi rendo conto però che, la maggior parte delle aziende di cosmesi usa il vetro per “confezionare” i propri prodotti o che proprio la crema giusta per te è  solo nel flacone di vetro. Come si fa a non sprecare ? No problem. Se possibile, scegliere il prodotto preferito nel vasetto di vetro senza stantuffo, perchè è quello che si presta meglio a raccogliere tutto il contenuto.

Ma se questa scelta non è possibile e bisogna  necessariamente acquistare il flacone con lo stantuffo, si può  “raccogliere” la crema o fondotinta  con uno stecco da gelato, sicuramente il risultato sarà meno soddisfacente, in termini di spreco, ma  in ogni caso sempre meglio che buttare via il fondino, specie se si tratta di prodotti costosetti.fondotinta erogatore

Un’altra accortezza è quella di usare il pennello da fondotinta invece che la spugnetta, si usa meno prodotto con la massima resa. Ricordatevi in ogni caso di lavare frequentemente qualsiasi strumento utilizziate per stendere il fondotinta.

E voi quali tecniche “risparmiose” usate? Fatecelo sapere nei commenti

La Casa, Le Finanze

Come ti organizzo… la spesa!

Nel precedente post sul risparmio e gestione dello stipendio vi ho parlato del Cash Envelope System (sistema delle Buste). Oggi, iniziamo a vedere più nello specifico alcuni metodi per non sforare il budget mensile in particolare per quel che riguarda spesa alimentare e igiene.

Ovviamente si tratta di due voci di spesa necessarie, per cui non possono essere eliminate. Ma possono essere gestite in maniera più oculata attraverso i seguenti strumenti:

1. Consultazione dei Volantini offerte
2. Lettura attenta delle etichette
3. Auto produzione
4. Pianificazione pasti

E il gioco è fatto …. O quasi.

1. Volantino offerte

Quando mi sono trovata per la prima volta da adulta di fronte al problema spesa necessaria e risparmio, ho avuto un momento di labirintite che mi è passata quando anziché lasciare i volantini delle offerte nell’apposita cassetta ho iniziato a portarli a casa e a “studiarli”, scoprendo in essi dei buoni alleati per il risparmio, a patto di saperli consultare ed usare.

Il mio primo consiglio quando si tratta di offerte è di non cadere nelle trappole commerciali! Può essere scontato anche al 70%, se quel prodotto non ci serve, non è un’occasione comprarlo ma semplice spreco di risorse! Allo stesso modo non c’è bisogno di fare la spola tra un supermercato e l’altro, comprando due cose qui, una lì, ecc…  perché, quasi sicuramente, quel prodotto “a giro” verrà messo in offerta anche nel supermercato più comodo da raggiungere per voi. In altre parole: Ok risparmiare 50 cent, ma non a costo di perdere una giornata a fare la spesa o spendere 10€ di benzina o… sforare il budget approfittando di tutti i 3×2!!!

Una cosa che ho notato cominciando a consultare i volantini è, infatti, che i supermercati mandano in offerta più o meno gli stessi prodotti negli stessi periodi (anzi, spesso sono proprio le case produttrici a pilotare le offerte). Inoltre le offerte sono cicliche e si ripetono nel tempo. Pertanto i consigli che vi sono sono: (A) approfittate delle offerte dei supermercati a voi vicini, e (B) decidete di acquistare alcuni prodotti più “cari” oppure specifiche categorie solo quando in offerta, magari alternando alcune marche tra loro, per cui almeno una delle vostre preferite è possibile che cada in promozione quando vi occorre acquistare un certo prodotto.

Non c’è bisogno di fare scorte esagerate di nessun prodotto, perché, come detto prima a cadenza più o meno quindicinale massimo mensile ritornano in promozione. Ad esempio: trovate una buona offerta sul pacco da 18 di bastoncini di pesce (l’unico modo per somministrare pesce a vostro figlio) nel supermercato sotto casa. Perfetto approfittarne, ma non acquistando 5 scatole (occhio alle scadenze, sempre!), ma solo quello che vi occorre per il consumo normale nell’arco di un mesetto. Il mese prossimo, con ogni probabilità lo stesso prodotto sarà in offerta, magari nel supermercato vicino il vostro ufficio, e così via…

Se preferite il digitale al cartaceo, vi consiglio l’App:“ Dove conviene” che consente di consultare le offerte di tutti i negozi  presenti nelle proprie vicinanze. Non immaginate il risparmio di tempo…. posso sapere in tempo reale se il mio supermercato preferito lo trovo di ritorno dalla palestra.

2. Lettura attenta dell’etichetta

Leggere le etichette è un’ottima abitudine che tutti dovremmo avere e non solo per risparmiare di più. Oltre agli ingredienti, l’etichetta può aiutarci a scoprire anche la provenienza di un prodotto, ed in particolare svelarci se un prodotto del discount è stato in verità prodotto nello stesso stabilimento che produce prodotti simili per marche famose, verosimilmente con i medesimi standard di qualità.In rete c’è un utilissimo sito internet “Io leggo l’etichetta” sul quale si trovano e possono essere confrontati tutti o quasi i prodotti cosidetti “a marchio….” venduti nei discount oppure con il marchio della catena di supermercati tal de tali, a prezzo inferiori ma con la stessa qualità.Ad esempio sapevate che le lenzuola a marchio Auchan sono prodotte da Zucchi? O che il latte di riso venduto da Eurospin è prodotto da Scotti o ancora che l’acqua Bluse , sempre Eurospin, è  prodotta da San’Anna o che la Pavesi marchia le sue famose Gocciole sotto il nome di Real Forno della Lidl?  L’ultimo acquisto eurospin sono stati dei contenitori che uso per il frigo, li ho pagati rispettivamente 0.99 cent e 1,99 euro….. per poi scoprire che sono in realtà prodotti dalla domopak living.

3. Auto produzione

L’ altro strumento che vi consente di risparmiare bei soldini è l’auto produzione (comprare solo le materie prime), riscoprendo quelle belle abitudini delle nostre nonne che  non è sicuramente una scoperta moderna, è sempre esistita. Le nostre nonne “facevano” tutto in casa. Tutto ciò che viene fatto in casa ha il vantaggio di essere : Economico (il costo unitario di farina, zucchero e uova per fare una ciambella è immensamente inferiore al costo delle merendine preconfezionate, anche quelle più economiche), Genuino (sapete e decidete cosa metterci dentro, se fate l’orto rispetterete la stagionalità e il gusto della verdura vera) e….Appagante per il nostro Ego!Non siate timidi, confessate, come vi sentite dopo aver fatto un bel ciambellone con le vostre manine, invece di scartare una poco salutare merendina???  E come vi fa sentire quando avete l’approvazione dei commensali per il vostro risultato?Io mi sento che “Massari, scansate proprio”…Ma non solo ciambelle! Si possono autoprodurre (ed io lo faccio da anni ormai) anche  detersivi e qualche cosmetico. Lo confesso ho qualche tendenza ecologista, e quindi nel mio caso l’ autoproduzione dei detersivi è iniziata per una sensibilità ecologica ma è proseguita per il risparmio che se trae.A breve vi svelerò tutti i miei segreti o quasi per una casa eco- pulita ed economicamente pulita e qualche ricettina “riciclona” e “pulisci frigo/ dispensa”.

4. Pianificazione pasti

Questo, sicuramente, è quello che richiede una organizzazione maggiore, tuttavia, una volta trovato il metodo che fa al caso vostro come fare, verrà tutto naturale e non tornerete indietro.Pianificare i pasti ci toglie dal fastidioso empasse del : “cosa mangiamo oggi?” a cui segue molto spesso la risposta pizza… o oggi vorrei cucinare salmone “ ma il salmone non c’è e non faccio in tempo a comprarlo e quindi sicuramente mangerò nuovamente… pizza. Per evitare, quindi, • Pasti poco salutari • Ripetitività • spesa “ scriteriate ” • cibo nella spazzatura, è consigliabile pianificare i pasti. E’ inutile nasconderlo, richiede impegno. Ma non temente in questo vi saremo di aiuto io e la Cle’ in un post tutto dedicato alla pianificazione di un menù settimanale.

Per iniziare intanto potreste incominciare in maniera semplice e “rudimentale” adatta a tutti, ossia appuntarvi in un bel quadernetto  i piatti preferiti dalla vostra famiglia e fargli “ruotare” in maniera meno ripetitiva. A questo punto se sapete cosa cucinare nell’arco della settimana saprete anche che spesa fare!!!

E voi quali strategie di risparmio usate? Condividetele con noi e soprattutto condividete questo post se vi è piaciuto. A presto

 

 

 

Le Finanze

Come ti Organizzo… lo Stipendio (Cash Envelope System)

In questo post vi parlo del sistema delle buste (o Cash Envelope System, se vogliamo essere Anglofoni), ossia di un metodo molto efficace e di facile applicazione per la gestione delle vostre entrate, spese, accantonamenti, ecc… Scopriamo insieme come fare!

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Ho deciso di esordire con un post sulla gestione dello stipendio, salario, paga… insomma un elogio a SAN PAGANINI e ai suoi frutti! Questo perché, come l’esperienza mi ha insegnato, una corretta pianificazione e ripartizione delle sostanze economiche è la via giusta per vivere più o meno serenamente, sia che abbiate un budget limitato, sia che abbiate un progetto più grande da realizzare per il futuro.

C’è da dire che di base sono “formichina” nel DNA e la mia palestra per quel che riguarda il risparmio e l’accantonamento è iniziata in giovanissima età, quando verso i 5-6 anni mia madre mi incaricava di piccoli acquisti e commissioni e, mi lasciava gli spiccioli del resto, che puntualmente mettevo nel mio salvadanaio e che poi usavo per comprare qualche “Must have” dei tempi.

In età adulta queste skills da formichina mi sono tornate immensamente utili quando, ad esempio, mio marito ha perso il lavoro a tempo indeterminato e le nostre entrate fisse si sono notevolmente ridotte, per cui  qualsiasi spesa extra doveva essere pianificata per rientrare nel nostro budget mensile.

E’ stato in questo momento della mia vita che ho iniziato a capire di aver bisogno di un metodo che tenesse traccia delle nostre spese.

Il punto di partenza è stato un bel foglio di carta dove mi ero creata una semplice tabella con tutte le voci di spesa, le entrate e le uscite. La classica partita doppia.

partita doppia

Questo passaggio è stato necessario per capire a quanto ammontassero le nostre spese correnti mensili. Tuttavia si tratta solo di un dato analitico, necessario ma non sufficiente per pianificare, ossia per capire in concreto quanto denaro fosse necessario accantonare per spese future, previste o prevedibili. In altre parole, quale fosse la nostra disponibilità media mensile.

Per capirlo ho dapprima provato ad usare Excell ma devo ammettere che non era lo strumento giusto per me (se siete comunque amanti di Excell, restate sintonizzati: Cle vi spiegherà a breve il suo metodo, tutto basato sui fogli di calcolo!).  Per quanto allettante, avevo anche escluso l’acquisto del Kabebo, il famoso libro dei conti giapponese.

La soluzione giusta per me si è manifestata da sola un giorno in cartolibreria. Mentre aspettavo il mio turno ho visto delle buste,  quelle semplici che si usano per scriverci gli auguri e qui al Sud anche per… mettere i soldi come regalo per gli sposi! E’ stato in quel momento che ho pensato, in maniera chiara, a come risolvere il problema: dovevo fisicamente mettere i soldi da qualche parte, ripartirli in base alla previsione di utilizzo. Successivamente ho anche scoperto che questa soluzione è addirittura un metodo riconosciuto da studiosi del settore ed ha persino un nome: Cash Envelope system (ossia, sistema delle Buste, appunto!)

Vediamo nello specifico in cosa consiste e come attuarlo!

Finalità del metodo:

Capire ogni mese quale è la cifra che possiamo liberamente spendere, tenendo a mente sia le spese future (che eventualmente possono anche essere superiori in un dato mese alle nostre entrate medie), sia progetti futuri che richiedono uno sforzo economico extra (un viaggio, l’acquisto di una casa, l’avvio di una attività…)

Occorrente:

  • Buste (acquistate, riciclate, fatte con lo scotch, di carta, di plastica… quello che avete in casa!);
  • Penne e matite;
  • Foglio di carta per fare i calcoli,
  • Calcolatrice
  • Ultimo estratto conto o analisi delle ultime spese come riferimento.

Preso tutto il necessario io procedo in questo modo.

1° step: Analisi Iniziale. Su di un foglio si riportano 4 colonne + i mesi di riferimento: Entrate Certe, Entrate Extra, Spese Certe, Spese Extra/Imprevisti, e si compilano i campi come opportuno. Questo lavoro va fatto solo la prima volta o quando ci sono dei mutamenti sostanziali nelle entrate/uscite periodiche.

cash envelope

2° step: A ciascuno la sua busta. Dopo che avete chiare davanti a voi tutte (o quasi) le spese dell’anno, potete destinare una busta ad ognuna delle spese (o tipologia di spese), siano essa certe o extra (es. IMU/Tasse, bollette, Auto, Salute, Risparmi, ecc…). Molto comodo è anche scrivere la periodicità con cui una spesa è dovuta (mensile, annuale, settimanale…). Per le spese “variabili” come compleanni, regali natale ecc… a Gennaio mi do un budget che cerco di rispettare scrupolosamente. Per spese impreviste, come meccanico o altro, faccio una busta a parte mettendo una cifra che decido ad inizio anno in base all’esperienza dell’anno precedente.

3° step: Si fanno i conti! Innanzi tutto per le spese non a cadenza mensile, calcolate la quota di accantonamento che dovete mettere da parte per far fronte ad una certa spesa quando arriverà la scadenza (specie se per il mese in cui la spesa è dovuta, le vostre entrate normali sono sono capienti).

4° step: Segnate la quota di accantonamento mensile su ciascuna busta, eventualmente con uno spazio per indicare se quel mese avete accantonato la somma oppure no.

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Infine, si passa all’azione: ogni mese, con il vostro stipendio sul tavolo (naturalmente parliamo di cash (=denaro contante) sottraete innanzi tutto le spese mensili certe di quel mese ed inseritele nell’apposita busta (affitto, spese alimentari, …). Poi accantonate le varie quote per le spese future, risparmi, nelle varie buste.

Una volta dedotti tutti gli accantonamenti, quello che resta dello stipendio possiamo decidere di fare quello che vogliamo, senza sensi di colpa…. Viaggi, SPA , vestiti , borse e scarpe…

Se quello che resta non vi sembra sufficiente, occorre probabilmente o pensare ad una entrata in più oppure rimodulare le spese. Ma non temete, presto vi sveleremo tanti trucchetti per fronteggiare e ridimensionare l’ansia delle scadenze e dell’ “arrivare a fine mese”!

Nel frattempo, fateci sapere nei commenti sotto che sistema usate e quale è la difficoltà che riscontrate maggiormente nella gestione delle finanze.

A presto.