Le Finanze, Organizzazione in Pillole

Il risparmio flash #2: Five euro bill!

Vi sembra di essere già strettissimi con il vostro budget e non vi vengono in mente modi per risparmiare più di quanto non facciate già?

Ecco un trucchetto che vi consentirà di risparmiare delle belle sommette, soprattutto se siete abituati ad utilizzare il contante. Io l’ho appreso da The Financial Diet e Broke Millenial, le mie attuali guru su YouTube in fatto di risparmio, e lo applico costantemente con grandissimi vantaggi per le mie finanze!

Ogni volta che ricevete una banconota intera da 5€ come resto, mettetela via!

Consideratela una specie di “tassa” (5€ bill, appunto!).

Appena arrivate a casa, prelevate quella 5€ che avete ricevuto di resto e mettetela nel barattolino dei risparmi o in una busta separata dal resto. Vedrete che pian pianino racimolerete un bel gruzzoletto, anche se siete già attentissimi e risparmiate il più possibile.

Io personalmente uso “i proventi” della 5€Bill per fronteggiare la famigerata “ultima settimana del mese“. Nello specifico, io tendo ad utilizzare prevalentemente il bancomat, anche per pagamenti di piccolo importo. Da quando applico questo “trucchetto”, prelevo ad inizio mese circa metà del mio budget mensile (dopo i vari accantonamenti, a breve vi dirò meglio del mio sistema, più digitale che fisico) utilizzando il contante per le spese correnti, e accantonando le vaire 5 euro volta per votla! Anzi: faccio in modo di ricevere almeno 5€ di resto, giocando con gli spiccioli o lasciando sugli scaffali roba non strettamente necessaria! 😉

Non vi nascondo che in questo periodo il mio budget è molto ristretto per cui il cuscinetto che si crea di anche solo 20/25 € al mese fanno molto comodo in attesa del successivo accredito di stipendio!

Ma non solo. Potete anche destinare questa tassa ad un progetto più grande come una vacanza oppure l’acquisto di qualcosa che desideravate da tanto o semplicemente per risparmiare qualcosina in più.

Provatela da oggi e ditemi quanto avete accumulato a fine mese! 😉

 

 

La Casa, le pulizie

I mille e piu’ usi del percarbonato di sodio

Oggi con voi voglio condividere una bella, almeno per me, scoperta: il PERCARBONATO DI SODIO.

Da quando ho scoperto la versatilità di questo prodotto ne sono talmente entusiasta che non solo non ne posso fare a meno ma, non vedo l’ora di condividere  i suoi mille utilizzi. Prima però,  voglio darvi qualche piccola informazione di carattere tecnico in modo da usarlo nel modo più consapevole possibile.

Parto subito con il chiarire che, il percarbonato non esiste in natura, ma è prodotto in laboratorio e a differenza di altri ” igenizzanti / sbiancanti” NON è impattante per l’ambiente; è una sostanza ossidante, cioè libera ossigeno, esattamente come l’acqua ossigenata con cui condivide le stesse proprietà ma, non si attiva nello stesso modo in quanto si presenta in polvere.  Per attivarsi, cioè per liberare ossigeno ed essere efficace, ha bisogno di una temperatura di almeno 40° se contiene TAED ( Tetra acetyl Ethylene ossia l’attivatore del percarborato), altrimenti ci vogliono temperature più alte,almeno, 50°.

Tranquilli,  non avete bisogno di una laurea in chimica per capire a quanti gradi usarlo…. è sufficiente leggere sulla confezione la temperatura giusta. Dopo questa piccola panoramica “tecnica” passiamo a vedere per cosa lo possiamo utilizzare.

Le sue proprietà igenizzanti, sbiancanti e sgrassanti  lo rendono un ottimo alleato per il bucato e le stoviglie sia a  mano che in lavastoviglie, ma anche per la pulizia periodica di questi due elettrodomestici.

Utilizzo in lavatrice

In lavatrice lo consiglio vivamente  come unico e solo additivo da aggiungere al normale detersivo perchè sbianca, igenizza e sgrassa in maniera sublime a basse temperature. Grazie al percarbonato i vostri bianchi potete lavarli a 60° gradi e non solo avrete un bucato impeccabile ma avrete anche dato una mano all’ ambiente evitando il dannoso, anche per le guarnizioni della lavatrice, lavaggio a 90° . Io lo utilizzo tranquillamente  per i colorati chiari ( lenzuola, asciugamani ecc…) sia se faccio il lavaggio a 40° che a 60°, per i tovagliati della cucina è una mano santa. Per i capi scuri invece lo utilizzo con molta parsimonia in quanto tende a farli  leggermente scolorire,  ma valuto volta per volta…. ad esempio se mio figlio si è rotolato sul prato e non aveva l’abito da cerimonia ovviamente ne aggiungo un pò al lavaggio.

Mi raccomando MAI usare sui delicati ( lana, seta…)

Vi faccio una piccola confidenza… il percarbonato è uno dei componenti di molti detersivi  anche del famosissimo igenizzante in polvere  “N….” ma nel celeberrimo igenizzante ne trovate una piccola percentuale, il resto sono sostanze non propriamente salutari nè per l’ambiente, nè per la nostra pelle e nè per il nostro portafogli visto il costo del prodotto!

Oltre ad utilizzarlo come additivo possiamo usarlo come “cura lavatrice” con 30gr di percarbonato ed un ciclo a 60° da 1h a vuoto abbiamo pulito, igenizzato e tolto quei residui che putrefacendosi fanno puzzare la lavatrice.

A breve scriverò un post sulla cura e mantenimento di lavatrice e lavastoviglie così darò risposta a tutte le vostre domande… stay tuned.

Utilizzo per lavare i piatti

In lavastoviglie non c’è molto da fare è sufficiente mettere la quantità consigliata nell’apposita vaschetta e seguire le indicazioni del produttore  ed avviare il lavaggio.

A mano invece qualche piccolo suggerimento di utilizzo devo darlo.

Innanzitutto MAI usarlo a mani nude, usare sempre i guanti .

Mettere nella vasca dove lavate i piatti un cucchiaio di prodotto,  NON aggiungete altro ma, sopratutto affinchè il prodotto si attivi e sia efficace è necessaria acqua moooolto calda, io la faccio sul gas e sono sicura che il prodotto si attiva nel migliore dei modi.

Non fa schiuma ma sgrassa, vetro, ceramica, acciaio, plastica….. e SILICONE meravigliosamente. 

Ebbene si, se volete gli stampi o pentole in silicone perfettamente sgrassati, senza odori e che non rilascino più quella odiosa patina grassa DOVETE usare il percarbonato con acqua molto calda e null’altro, sciacquare bene e finalmente il problema silicone in cucina è risolto.

E’ ottimo anche per lavare bottiglie o contenitori in vetro di olio, senza molta fatica e con un pò di acqua caldissima il contenitore dell’olio sarà bello che sgrassato.

Potete usarlo tranquillamente anche sull’acciaio MA non lucida, pulisce solo.

Dove trovarlo

Il percarbonato puro si trova nei negozi specializzati ad esempio Naturasì o negozi a marchio specifico come “Officina naturae” oppure sui siti internet specializzati e non, anche su amazon lo trovate tranquillamente.

Personalmente uso il percarbonato  PURO  dacchè lo uso sia in cucina che per il bucato. Attualmente sto usando quello della Greenatural ( a dx) ma preferisco quello di Officine naturae e di solito compro da amzon o macrolibarsi.

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(Immagini prese dal web)

Tuttavia non disperate anche i supermercati hanno qualcosa di valido, ad esempio Eurospin per il bucato propone un buon additivo a base di percarbonato  a prezzo molto contenuto.

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Oppure, in qualsiasi supermercato potete trovare il carbonato di sodio ( soda solvay), a cui manca la molecola di acqua ossigenata che lo rende percarbonato, a prezzi contenutissimi e con una buona prestazione. Personalmente, il percarbonato per il bucato lo preferisco di gran lunga al carbonato ( soda solvay).

 

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Qualche precisazione utile

Con il percarbonato non è possibile, a differenza dell’acido citrico o bicarbonato, creare degli spruzzini con il prodotto diluito, il motivo è semplice. Il nostro percarbonato per attivarsi ha bisogno di acqua calda.

Per quanto riguarda l’acqua ossigenata, o come lo chiamano i chimici il perossido d’idrogeno, mi corre l’obbligo di dare qualche informazione. L’acqua ossigenata, proprio quella che si usa per le ferite, è il prodotto più versatile ed ecologico che abbiamo a disposizione, sia come sbiancante che come igenizzante ma, queste sue proprietà si manifestano solo se usiamo quella a 130 volumi debitamente diluita e maneggiata con molta attenzione in quanto in queste concentrazioni è moooooooolto irritante e pericolosa. Tuttavia se qualcuno  di voi volesse cimentarsi nella creazione di  “pozioni” a base di questa sostanza può consultare il sito Mamma Chimica dove si trovano delle fantastiche ricette eco-logiche e tutti i suggerimenti per sfruttare al meglio le ” combinazioni” giuste che la natura ci offre.

ATTENZIONE a non  confondere il percarbonato di sodio con il perborato di sodio, quest’ultimo è stato tolto dal mercato a seguito di molti studi che hanno dimostrato la PERICOLOSITA’ dei derivati del boro, come appunto il PERBORATO di sodio.

Mi auguro di aver dato delle utili ed esaustive informazioni su questo prodotto dai mille usi e qualche strumento in più per una scelta consapevole dei nostri alleati nelle pulizie quotidiane.

E voi quale alleato avete per il bucato e le stoviglie? Aspetto le vostre esperienze e suggerimenti.

A presto!

 

Il Tempo, L'Agenda

Planning step-by-step

Riprendiamo le fila della serie sull’uso dell’agenda ed in particulare dell’ultimo post, sul project planning. Oggi vorrei darvi una idea più nel dettaglio di cosa significhi pianificare (planning) in vista del perseguimento di un obiettivo. Ed in particolare il focus sarà sugli obiettivi/progetti personali che possono essere quelli su cui possiamo trovare maggiore difficoltà non avendo nessuno a cui dare conto se non noi stessi! Inoltre per progetti di lavoro, ognuno di noi ha delle guide linea e delle tabelle di marcia dettate dal proprio ambiente lavorativo o dalle regole di esperienza della propria professione, per cui è molto più semplice rispetto al pianificare per se stessi.

Conosciamo già la definizione di “Progetto”: è un obiettivo che richiede più di un’azione per essere completato.

Oggi vediamo come usare l’agenda (o il planner) come strumento per perseguire l’obiettivo, spezzettandolo in tante piccole azioni e traguardi intermedi in modo che il vostro progresso sia misurabile e quantificabile. In particolare la nostra agenda può aiutarci nel risolvere alcuni dei principali problemi che incontriamo quando cerchiamo di perseguire un obbiettivo, come ad esempio la perdita di motivazione o lo scoraggiamento che deriva dal vedere ancora lontana la meta finale.

Step 1: La bucket list:

Da dove partire? Si parte dall’elenco dei propositi per il breve periodo (intendiamo per breve periodo qualsiasi lasso di tempo inferiore ad un anno). Si, magari quella lista di buoni propositi che avete fatto il 1 gennaio. Prendetela, non occorre aspettare l’inizio dell’anno, nè l’inizio del mese o della settimana per cominciare un nuovo progetto.

Facciamo finta che i vostri obiettivi siano questi:obiettivi

Questa è la vostra “bucket list”, qui ci potete mettere di tutto: tutto quello che vi piacerebbe fare, creare, implementarenelle vostre vite.

Regola numero uno: non sentirsi demoralizzati dalla lunga lista di progetti che abbiamo. Si chiama vita!

Step n. 2: la data!

Ora scegliete uno (per cominciare) di questi progetti che volete completare entro l’anno (consiglio: partite da uno semplice, aiuterà a tenervi motivati ed a fare “pratica”!). Dategli una una scadenza (o fissare una data, se preferite), prima di questo passo cruciale, stiamo solo parlando di sogni, lo sapete. 

Step n. 3: Analisi (pre-planning)

Sedetevi un attimo a tavolino e rispondete, per ciascun progetto prescelto, a queste domande. Sembrano sciocche o eccessove, ma in realtà vi aiutano a pianificare, a fare cioè project planning.

Vediamo un esempio concreto.

Obiettivo: Risparmiare 5,000€

  1. Quale è la scadenza che voglio darmi per questo obiettivo?
    (es. entro dicembre…)
  2. Perché è importante per me? Cosa mi motiva?
    (es. per affrontare meglio trasferimento, imprevisti,….)
  3. Posso stabilire delle tappe intermedie per misurare i miei progressi? Quali?
    (es. 500€ al mese)
  4. Di quali risorse ho bisogno per raggiungere l’obiettivo?
    (es. account ebay per vendere roba inutilizzata…, lavoretto extra,…, trovare un coinquilino con cui dividere spese…. )
  5. Della collaborazione di chi ho bisogno?
    (es. il partner/coinquilino, per contenere alcune spese)
  6. Quale è la prima azione che posso compiere?
    (es. aprire un conto corrente dedicato ai risparmi)
  7. Quali sono gli step successivi a questa prima azione?
    (es. creare un budget mensile, cancellare abbonamenti che non utilizzo più, ridurre consumo di …, usare meno l’auto,…)

Sapete cosa si è appena delineato davanti ai vostri occhi: la bozza del vostro project plan.

Step n. 4: Trasferire le informazioni nell’agenda/planner (Planning)

Ora non vi resta che spostare queste belle informazioni nella vostra agenda o planner.

Innanzi tutto, mettete un promemoria per quelli che sono gli obiettivi intermedi (nell’esempio, 500€ al mese da trasferire sul conto dedicato), sulla visuale mensile o sul vostro calendario.

Poi iniziate a stilare la vostra “Project To Do List” attingendo proprio al questionario a cui avete appena risposto:

  • fare ricerche su conto corrente online 0€ costi;
  • aprire conto corrente dedicato,
  • selezionare oggetti da vendere su ebay,
  • creare/riattivare account ebay;
  • mettere in vendita oggetto1, oggetto 2,….
  • disdire rinnovo abbobamento 1, abbonamento 2….
  • analizzare l’estratto conto dell’ultimo anno e creare un budget,
  • chiedere al partner di …., ….,

Man mano che vi accorgete o che emergono nuove cse da fare, annotatele nella stessa To Do List dedicata allo specifico progetto.

Ripetete per gli altri progetti su cui volete concentrarvi di qui ai prossimi mesi.

Si, il project planning richiede tempo! Ma è tutto tempo guadagnato in termini di efficienza ed efficacia delle vostre azioni future.

Ora che avete i vostri Project Plans, siete a buon punto, ma ancora non basta.

Step n. 5: Passare all’azione!

Assicuratevi di fare dei piccoli-grandi passetti costantemente verso il raggiungimento del vostro obiettivo intermedio e poi finale.

Segnatevi sull’agenda la prossima azione da fare non appena ne avete completata una (o prima di completarla, se ancora pendente e non consequenziale all’altra)!

Step n. 6: Revisioni periodiche

Revisionate e aggiornate il vostro piano con cadenza periodica (es. mensile o bisettimanale), monitorate i vostri progressi e, all’occorrenza, ridimensionate la tabella di marcia. Life happen!

Non potete prevedere oggi tutto quello che accadrà da qui a 12 mesi. E’ possibile che accada una spesa improvvisa (o anche una vincita inattesa!!!) per cui occorre ricalibrare gli obiettivi intermedi e/o la scadenza da assegnare al raggiungimento dell’obiettivo finale. Non scoraggiatevi. I piani sono fatti per essere adattati alle contingenze.

Ricordate: (quasi) niente va mai secondo i piani, ma… guai a non avere un piano!

Questa è una somma verità. Conoscere i vostri obiettivi, avere un piano d’azione non significa essere ingabbiati in uno schema, ma sapere quali pedine muovere e riposizionare per far spazio a quello che non avevate previsto.

Potete anche decidere di accantonare un progetto e focalizzarvi su un altro in quel momento più importante/urgente. Quando sarete pronti, riprenderete il vostro piano e ripartirete da lì. Non avete assolutamente perso nè tempo nè risorse!

Più in là scopriremo anche quali sono i metodi più efficaci per portare a termine gli impegni che prendiamo con noi stessi.

Per ora, avete già il vostro bell’esercizio della settimana!

Ciao e a presto!

 

i documenti, L'Agenda, Organizzazione in Pillole

Organizzazione in Pillole #4: color coding

Io non uso moltissimo il color coding, ma lo uso prevalentemente in due modi che vi consiglio caldamente:

Sul mio calendario da scrivania, per sapere con un colpo d’occhio se in un dato giorno è previsto qualcosa (es. compleanni, scadenze pagamenti, appuntamenti con clienti, appuntamenti medici…). I dettagli naturalmente finiscono nell’agenda giornaliera, ma come colpo d’occhio è un ottimo riepilogo/promemoria:

 

 

E sul bordi pagina del mio Bullet Journal, per poter avere una “scorciatoia visiva” del contenuto di alcune pagine che potrebbero essermi utili in futuro (come liste, citazioni, idee per progetti, ecc.)

 

 

In pratica, ho creato una legenda all’inizio del BuJo, assegnando ad ogni colore una categoria (come vedete non le ho ancora usate tutte). Poi nelle pagine in cui ci sono informazioni che mi serviranno in futuro, inserisco il bollino nella medesima posizione corrispondente al colore nella prima pagina.
In questa maniera tutti i bollini dello stesso colore/categoria sono allineati facilitandone l’individuazione mentre si scorrono le pagine. Non solo: è possibile che una pagina contenga informazioni che ricadono in più categorie: in questo caso ogni bollino non andrà a sovrapporsi agli altri.

* * *

I bollini colorati che vedete in foto io li trovo facilmente nel negozio di cineserie sotto casa, 6 fogli di bollini in 9 colori a meno di un euro! Ce ne sono di vari tipi e misure, io preferisco questi piccolini, in modo che sul mio calendario, eventualmente, posa metterne più di uno in ogni casella senza difficoltà. Bonus: ci gioca pure mia figlia che adora gli stickers!

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E voi? come aiutate il vostro cervello a reperire le informazioni importanti? Fatecelo sapere nei commenti!

Organizzazione in Pillole

Organizzazione in pillole #4: Fatto è meglio che Perfetto

Fatto è meglio che perfetto!

Ecco uno dei mantra che tengo stampati sul monitor del mio PC come promemoria per la vita.

Tendo ad essere una perfezionista, non mi accontento del “Good is Good Enough” e questa tendenza ha due principali effetti: uno positivo ed uno negativo:

Quello positivo è che anche una cosa “arrangiata” secondo i miei canoni tendenti al perfezionismo, risulta essere di qualità superiore alla media.

Quello negativo è che questa tendenza al “perfetto” blocca l’azione, perché mi ritrovo con progetti non portati a termine perché al momento non hogli strumenti, il tempo, le risorse necessarie per ottenere il risultato “perfetto” che vorrei.

Se anche voi siete affetti da perfezionismo, ricordate sempre a voi stessi che rincorrere la perfezione il più delle volte genera uno stato di immobilità o di non-azione. Immobilità perché non consente il miglioramento (se sei già perfetto… che vuoi migliorare ancora!!!); non-azione perché, come detto sopra, spesso si è portati a non completare i propri progetti perché il risultato che otterremmo sarebbe “imperfetto”, non all’altezza delle nostre alte aspettative e quindi non gradito. Ma, tenete sempre a mente l’effetto positivo del vostro perfezionismo: il vostro risultato sarà comunque superiore alla media, sono i vostri standard che sono molto alti!

Lungi da me esortarvi a fare le cose in maniera raffazzonata e negligente, al solo scopo di mettere una spunta sulla lista delle cose da fare. Non è questo il punto. Il punto è non inseguire la perfezione se questa vi porta ad uno stato di non azione.

In questo senso Fatto (bene) è meglio che Perfetto; fatto bene va abbastanza bene (Good is Good Enough). Se si avrà tempo successivamente si limerà il risultato ottenuto, ma intanto almeno si è fatto un passo in avanti.

Fuor di metafora. Vorreste fare più sport: la perfezione è in palestra tre volte a settimana tutte le 52 settimane dell’anno, con la vostra istruttrice preferita.
Bene abbastanza è camminare anche solo 20 min al giorno la maggior parte dei giorni della settimana. E’ molto meglio di non fare nulla perché la palestra più vicina non ha orari compatibili con i vostri!

Oppure, avete chiesto a vostro marito di caricare la lavastoviglie, ma non è stato preciso quanto lo sareste state voi nel disporre i piatti, o riporre quelli puliti. Good is good enough! L’ha fatto e va bene anche se l’esecuzione non è perfetta. Accettate il fatto che nel delegare qualcosa gli altri la facciano diversamente da come la fate voi!

Volete dedicare maggiore tempo alla cura del corpo o della pelle. La perfezione sarebbe l’estetista ogni due settimane o la SPA, il buono abbastanza è mettere la crema idratante almeno una volta al giorno la maggior parte dei giorni della settimana.

Vorreste passare più tempo con le vostre amiche ma il lavoro, la casa, la famiglia vi attanagliano. Prevedete un giorno fisso del mese in cui vedervi/telefonarvi, segnatelo sul calendario, prendete insieme un tea a distanza. Molto meglio di niente. Molto meglio dell’uscita perfetta ma non fatta per inconciliabilità degli impegni.

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La Casa, le pulizie

Come pulire i pavimenti

Come promesso eccomi pronta a a darvi qualche suggerimento ecologico, economico ed …organizzato per la pulizia dei pavimenti.

Le “ricette” per l’ auto-produzione casalinga del detersivo  pavimenti le trovate a fine post, invece se avete voglia di sapere come ho reso più rapida e meno noiosa questa incombenza continuate a leggere.

Partiamo da principio e cioè ” lo spazzare”, e lo sò è noioso, ma dobbiamo farlo  se vogliamo avere dei pavimenti puliti. Vediamo insieme  quanto ma sopratutto con cosa spazzare. Sicuramente, i pavimenti vanno spazzati frequentemente sopratutto se si hanno figli piccoli e amici pelosetti . Personalmente spazzo ovunque tutti i giorni e in cucina ogni fine pasto principale ( pranzo e cena). Il motivo di questa routine dipende da due fattori principali  mio figlio di 4 anni  che è perennemente “buttato” a terra a giocare e l’ordine che ne deriva dopo aver spazzato. I miei personalissimi alleati per questo mestiere sono:  aspirapolvere , uso un  Bosch di fascia medio\bassa di prezzo, che ha sostituito egregiamente  il più famoso folletto e la scopa in silicone della “super five” che ha di prepotenza affossato la vecchia scopa a setole. Sono due “amici” che adoro, come del resto il rotomop e  scopa a vapore, perchè mi rendono meno “pesante” e più rapida questa incombenza .

scopa silicone

Il mio consiglio a tal proposito è: cercate di trovare l’alleato giusto che vi farà se non amare, almeno, vi renderà meno pesante questo mestiere di casa.

Vediamo insieme come procedere per ottimizzare i tempi.

Fondamentale per sprecare meno tempo possibile è sgombrare i pavimenti , quindi togliere tutto ciò che intralcia il passaggio dell’aspirapolvere\ scopa con setole o silicone\ robottino rotante, comprese le sedie, con queste è presto fatto o le mettete sul tavolo con la seduta rivolta sul piano del tavolo o, come faccio io,  impilatele. Dopo di che spazziamo con il nostro alleato preferito. Il tempo stimato, orologio alla mano, per una casa di 80mq  usando “mezzi elettrici ” è di circa 5 minuti, con il sistema della nonna ( scopa a stole) un pò di più.

Dopo aver spazzato, cerchiamo di farlo almeno un paio di volte a settimana è necessario lavare ” a terra”. Immagino che, il pensiero di prendere secchio, spazzolone, straccio, detersivo e guanti non vi entusiasma. Tranquille nemmeno a me! Per questo motivo  6 anni fa ho appeso o meglio buttato spazzolone e straccio e mi sono convertita prima al rotomop e poco dopo alla scopa a vapore. Da quel giorno, ogni volta che lavo i pavimenti ringrazio e benedico Loro…  i geni che hanno inventato questi due magici attrezzi! Ogni casalinga folgorata sulla strada del mocio rotante e del vapore ha parole d’affetto per voi!

 ” We love you!!!! “

Tuttavia devo ammetterlo, tra le i due preferisco la scopa a vapore. La mia adorata, in tutto il suo splendore … 

scopa a vapore

Il motivo è semplice: il pavimento si asciuga rapidamente, a volte non apro nemmeno le finestre; con 300 ml di acqua lavo i pavimenti di casa, circa 80 mq; disinfetto realmente, con il vapore a 120° nessun germe sopravvive e le fughe restano linde; occupa poco spazio; i panni li lavo in lavatrice a 40° da 6 anni e sono come il primo giorno; NON uso detersivo, tasche e ambiente ringraziano; ma soprattutto tempo stimato, orologio alla mano per i miei soliti 80 mq, è di circa 6\7 minuti compreso il tempo per riscaldare l’acqua. Non vi sembra fantastico ? in circa 10 minuti abbiamo igenizzato i pavimenti di casa.

Ammettetelo, vi siete incuriosite e lei  vi sta facendo gola più di un barattolo di nutella prima del ciclo? Brave !!!! Siete il mio orgoglio, ma ATTENZIONE devo riportarvi alla dura realtà, la mia adorata non è per tutti i tipi di pavimento… ahimè! Va benissimo su tutte le pietre meno, molto meno, sul legno; infatti se avete il parquet in legno desistete,  sul parquet lamellare ( quello finto per intenderci) nessun problema. Ovviamente però, se avete il pavimento in marmo e lo amate  mooolto lucido con la scopa a vapore non otterrete il risultato sperato, anzi.  Una piccola accortezza di utilizzo, l’esperienza insegna, quando state pulendo con la scopa a vapore cercate di passare molto rapidamente vicino i mobili di legno, a lungo andare potreste rischiare di rovinarli.

rotomop ok

Ed ora passiamo a lui, il mio primo amore, il rotomop  o meglio il mocio con la testina rotante e in microfibra. L’ ho desiderato ardentemente  perchè fin da subito ne ho capite le potenzialità, sebbene adesso per motivi di tempo lo utilizzo meno. Il mocio con la testina rotante è adorabile perchè: la micro fibra asciuga molto bene il pavimento; non c’è bisogno di mettere le mani nell’acqua sporca, quindi non si usano guanti; grazie al pedale o all’asta, a seconda dei modelli, strizziamo le frange senza sforzare schiena e polsi; le testine sono lavabili in lavatrice a 40° e quindi per un annetto si riesce a mantenere sempre la stessa, oltre non si può andare perchè perdono in qualità.

Tuttavia, richiede l’utilizzo dei detersivi – mi raccomando cercate sempre quelli meno impattanti per l’ambiente, di solito uso  il winnis’ o il detergente all’ossigeno attivo della offinicina naturè, oppure quello hand made- ; si impiega più tempo per lavare tutta la superficie, ho calcolato che per i miei 80 mq ho bisogno di 30 minuti circa; bisogna smaltire l’acqua sporca e ogni volta che si mette acqua pulita ne servono circa 5 lt, esattamente come quando si usa il sistema della nonna ( spazzolone e straccio per pavimenti).

Dopo questa panoramica sulla pulizia dei pavimenti, che spero essere stata esaustiva ed utile, passo molto volentieri a darvi qualche “ricettina” eco-logica.

Una cosa importate da dire è che, gli ingredienti non sono giusti per tutti i pavimenti, quindi fondamentale è conoscere il proprio pavimento per poter scegliere quale detersivo auto-produrre.

Partiamo dai pavimenti di marmo, granito, pietra. Per la pulizia di questi materiali gli ingredienti sono:

  • 3 lt di acqua calda ( vi ho già detto nel precedente post che l’acqua calda aumenta l’efficacia delle nostre “pozioni”) in cui scioglierete
  • 3 cucchiaini di bicarbonato a cui aggiungere
  • 5 cucchiai di alcol denaturato ( quello rosa per intenderci)
  • 1 bel cucchiaio di sapone di marsiglia grattugiato.

Amalgamate bene gli ingredienti, soprattutto abbiate l’accortezza di far sciogliere bene le scaglie del sapone, e procedete a lavare normalmente.

Piccolo suggerimento: il marsiglia lo grattugio in anticipo e lo conservo nel vasetti di vetro, ovviamente di riciclo, meglio in  un luogo asciutto così non perdo tempo quando mi serve.

Per i pavimenti in gres, ceramica, cemento ( io ho un bel gres lucido),  porosi e laminato gli ingredienti sono:

  • 3 lt di acqua calda, sempre per i motivi già detti, a cui aggiungerete
  • 5 cucchiai di aceto, io uso quello di mele ma anche quello bianco va bene, a cui aggiungerete
  • 5 cucchiai di alcol denaturato ( vedi sopra) e
  • 1 cucchiaio di sapone di masiglia
  • facoltativi gli oli essenziali, personalmente on gli aggiungo.

Amalgamare molto bene e procedere con il lavaggio provare per credere, il mio gres viene una meraviglia.

Per legno e parquet

  • 3 lt di acqua tiepida o fredda
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di marsiglia
  • 1 cucchiaio di olio di lino bianco almeno una volta al mese per reidratare il legno.

Come vi ho già detto, nel precedente post ,non sono un chimico e, la mia fonte di ispirazione per queste ricette sono vari blog e siti che trattano l’argomento. La “pozione”per pulire i miei pavimenti  e quelle suggerite le ho prese da http://www.hellogreen.it.

E voi, miei adorati, che routine seguite per la pulizia dei pavimenti, che detergenti usate? Aspetto i vostri commenti.